Torna la neve in montagna Gli operatori: si può aprire

Bartolotti (Ovindoli): «Giovedì ripartiamo». Colecchi (Roccaraso): «Siamo pronti» A Campo Felice impianti fermi a causa del vento, ma le piste sono tutte battute
LUCOLI. «Qualcuno lassù ci ha ascoltato, finalmente è arrivata la neve». Giancarlo Bartolotti, presidente degli impianti di Monte Magnola ad Ovindoli, commenta con soddisfazione la neve che finalmente ha iniziato a cadere con fiocchi abbondanti. «Stamattina (ieri per chi legge, ndc) c’erano fiocchi piccoli, adesso sta nevicando bene. In questo momento mi sembra di essere tornato indietro nel tempo, quando qui nevicava per settimane. Oggi sono cambiati i tempi, non nevica più come una volta. E anche il turismo sulla neve deve cambiare. In ogni caso, da giovedì si riparte».
«Noi siamo pronti», dice Gennaro Di Stefano, della stazione di Campo Felice. «La neve finalmente sta cadendo abbondante, e a terra ci sono già parecchi centimetri». Ieri la stazione di Campo Felice, dopo il primo giorno di apertura di domenica scorsa, è dovuta restare chiusa a causa del vento forte. Dal breve giro di telefonate con gli addetti ai lavori, è però facile rilevare come tra gli appassionati ci sia una grande voglia di tornare a vivere la montagna. Neve abbondante anche sui 2000 metri di Campo Imperatore. Questione di ore, e anche qui usciranno i mezzi battineve per approntare le piste. «Erano 32 anni che durante il periodo di Natale e Capodanno non faceva così caldo», racconta Dario Colecchi di Federturismo Roccaraso. «Mi ricordo che all’epoca andammo a mangiare sulla costa. Ogni 32 anni ci può stare, di dover rimanere fermi a Natale. Adesso però sta nevicando, e se si abbassano le temperature come previsto noi siamo pronti a partire».
Il turismo invernale e la neve è un connubio che appare indissolubile, eppure si potrebbe fare qualcosa anche in mancanza del manto bianco. «Non dobbiamo inventarci niente, dobbiamo solo copiare», dice Giancarlo Bartolotti. «Si possono fare tante cose anche quando non c'è neve. Però dobbiamo, tutti quanti, promuovere con più convinzione un territorio di straordinaria bellezza come l’Abruzzo».
«Forse, è anche un po’ colpa nostra, di noi operatori», ammette Dario Colecchi, «possiamo e dobbiamo fare di più per farci conoscere».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

