Tornimparte rievoca “Ju Calenne” re del bosco

30 Aprile 2018

Lo storico locale Gianforte: «50 anni fa i giovani di allora ripresero la tradizione» Stanotte si sceglie l’albero più bello da issare in piazza. La “caccia” parte alle 20.30

TORNIMPARTE. Questa notte si rinnova, come negli ultimi 50 anni, la tradizione del rito dell’Albero del Maggio, Ju Calenne, uno dei più antichi, rimasto quasi intatto nei secoli e che anche quest’anno, nella notte tra il 30 aprile e il 1° maggio, torna a riunire il paese, che lo ha riscoperto, oltre 50 anni fa, grazie a un gruppo di giovani con la passione delle tradizioni popolari.
Si parte questa sera, alle 20,30, con la vestizione dei cosiddetti “Maggiaioli” dei vari castaldati e la preparazione delle squadre di uomini che dovranno conquistare l’albero più bello e forte del bosco. Alle 21,30 il gruppo (munito di funi e accette) partirà alla volta del bosco: nessuno, oltre loro, deve conoscere il luogo esatto. Ma che cos’è l’albero del Maggio, il cosiddetto “Calenne” (in rigoroso dialetto tornimpartese)? «Un rito», spiega Vincenzo Gianforte, «che nella sua semplicità ci riporta a riflettere su cosa siamo, quale sia la nostra origine di uomini: un inno alla vita che si risveglia, dopo i duri mesi invernali, una festa per la stagione buona, e poi quella delle messi, e del ritorno delle bestie al pascolo (fondamentali nell’economia locale fino al secolo scorso). E così, proprio nei giorni dell’anno in cui esplode la primavera, torna questa festa sospesa tra passato e futuro. Festa in cui ciascuno riscoprirà i ritmi e i suoni dell’antica società contadina. Un rito legato strettamente a un’altra data importante per la comunità tornimpartese», continua Gianforte, «in particolare quella della frazione di Villagrande: il 28 aprile, che i romani dedicarono alla dea Flora, in cui invece Tornimparte festeggia San Panfilo, “il Santo dell’Albero”, culminando con l’albero issato davanti al sagrato, come auspicio, la notte di passaggio da un mese all’altro. La festa dell’antica Flora, protettrice delle gemme, fu istituita nel 241 a.C., in seguito ad una grande carestia, e si svolgeva con cerimonie per propiziare la fruttificazione della terra. «La mattina presto, il giorno della festa, vengono esposti sul cancello della chiesa di San Panfilo i rami fronzuti del faggio fiorito: Ju faittu. Il faggio fiorito avvisava la comunità che il terribile inverno era passato». Alla rievocazione partecipano tutte le frazioni di Tornimparte: Villagrande, Colle San Vito, Barano, San Nicola, Pie’ La Costa, Rocca Santo Stefano, Pie’ La Villa. Da tempo e con molto impegno sta lavorando la Pro loco di Tornimparte, presieduta da Domenico Fusari, che è anche componente del Consiglio nazionale delle Pro loco. Saranno i giovani i primi a partire per il bosco, alle 21.30, al buio, con asce e corde per andare a cercare l’albero più bello da issare a Mezzanotte, davanti alla chiesa di San Panfilo (affrescata da Saturnino Gatti).