Torriani Jr racconta papà Vincenzo e il Giro d’Italia

11 Marzo 2018

SULMONA. Fu l’uomo che subito dopo la guerra riuscì a far rinascere il Giro d’Italia e a riportarlo in pochi anni al livello del Tour de France. L’uomo che portò il Giro su salite prima sconosciute,...

SULMONA. Fu l’uomo che subito dopo la guerra riuscì a far rinascere il Giro d’Italia e a riportarlo in pochi anni al livello del Tour de France. L’uomo che portò il Giro su salite prima sconosciute, poi diventate monumento di un ciclismo epico e d’altri tempi. Vincenzo Torriani, un grande uomo di sport che per 47 anni è stato il patron indiscusso del Giro d’Italia. È di lui e della sua storia che si è parlato nella serata che il Panathlon di Sulmona ha dedicato al ciclismo.
Una serata trascorsa tra aneddoti e ricordi legati alla lunga attività dell’uomo che ha saputo portare il Giro d’Italia dove prima non era mai arrivato: in cima allo Stelvio nel 1953, a piazza San Marco su un ponte di barche e in Abruzzo, sul mitico Block Haus. A raccontare questi momenti il figlio Gianni, attraverso il suo libro “L’ultimo patron”, dove in dieci capitoli ripercorre la vita sportiva del padre. Buona parte della serata è stata dedicata al legame che Vincenzo Torriani aveva con l’Abruzzo e in particolare con Introdacqua, paese d’origine del suocero, Cleto D’Eramo. Con Sulmona, invece, fu odio e amore soprattutto per un episodio che riuscì a mandarlo su tutte le furie. Era il 1961 quando la carovana del Giro si fermò a Sulmona. In quell’occasione i vigili urbani riuscirono a multare tutte le auto che componevano la carovana rosa, perché parcheggiate in area con divieto di sosta. Furono elevate quasi 200 multe e Torriani giurò che la “Corsa rosa” non sarebbe più transitata nel centro peligno. Promessa che riuscì a mantenere per oltre venti anni, evitando di far passare i ciclisti nella città di Ovidio. In un’occasione, la carovana scendendo da Scanno giunta a due chilometri da Sulmona, Torriani deviò il percorso della gara verso Torre de’ Nolfi, proprio per non transitare a Sulmona e mortificare i sulmonesi. Il tempo però guarì quella ferita, anche grazie all’intervento dei suoi paesani d’Introdacqua, che lo convinsero a riportare biciclette e professionisti del ciclismo nella città ovidiana. A fine serata, che ha visto la partecipazione anche del presidente dell’Associazione canadesi, Aldo De Cristoforo, omaggio della “Presentosa” alla moglie di Gianni Torriani, la signora Franca, da parte del presidente del Panathlon. «Serate come questa riavvicinano allo sport», è stato il commento di La Civita.
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