Tracce di legionella nell’acqua: scatta la bonifica nell’ex Onpi

Finora esclusi contagi tra assistiti e personale sanitario, ora si punta a sanificare l’intera struttura L’Arta ha vietato l’utilizzo dell’acqua calda fino alla negativizzazione delle analisi sulle tubature
L’AQUILA. Senza acqua calda sanitaria, fino alla negativizzazione delle analisi. Dopo la scoperta della presenza del batterio della legionella, per la seconda volta a distanza di un anno e mezzo, nelle tubature dell’edificio dell’ex Onpi, è questa la disposizione dell’Arta che crea maggiori disagi fra i degenti della struttura, che ospita un centinaio di persone, tra il Csa del Comune, il Centro servizi anziani e la Rsa di Montereale, trasferita in città dopo il sisma del 2017.
Nell’immobile di via Capocroce sono presenti anche il distretto della Asl e l’hospice per la terapia del dolore. Finora non sarebbero emersi casi di positività al batterio tra residenti e personale. Nelle due note affisse all’ingresso per informare i familiari degli assistiti, si comunicano i risultati dei controlli effettuati sull’acqua, in base al verbale redatto dai tecnici dell’Arta lo scorso 17 febbraio, ma si rende anche noto che c’è la possibilità di un permesso di uscita temporaneo per i degenti, per «effettuare una più completa igiene personale». Si ribadisce che il personale si adopererà per garantire comunque pulizia e igiene, «mediante l’utilizzo dei presidi disponibili». Il batterio della legionella è stato individuato in un rubinetto del lavandino di una camera al secondo piano corpo G e in un rubinetto del lavandino di un bagno al quarto piano. Il verbale dell’Arta è stato trasmesso alle istituzioni coinvolte: oltre ai dirigenti della Rsa, al direttore generale della Asl Ferdinando Romano, al capo Dipartimento Territorio dell’azienda sanitaria Aldo Giusti, al Comune dell’Aquila, proprietario della struttura, con una pec inviata al sindaco Pierluigi Biondi, responsabile della sanità e presidente del comitato ristretto dei sindaci della provincia dell’Aquila. I consiglieri comunali dell’opposizione hanno richiesto la convocazione urgente della conferenza dei capigruppo. Per il consigliere Paolo Romano, «non è più rinviabile la decisione di fare almeno un impianto di clorazione in continuo e magari dei filtri anti legionella nel frattempo per tutta la struttura».
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