Traffico di migranti, chiesto il giudizio per 22 imputati

23 Aprile 2019

Promettevano integrazione sociale e lavorativa in cambio di denaro. Tra le accuse la truffa ai danni dello Stato

AVEZZANO. Pagavano fino a 11mila euro per poter arrivare in Italia attraverso false domande di assunzione di imprenditori agricoli compiacenti. Tutto ciò dopo aver frequentato corsi in Marocco finanziati dall’Unione europea. Con le accuse di favoreggiamento all’immigrazione clandestina e truffa ai danni dello Stato dovranno comparire, il 2 luglio, davanti al giudice per l’udienza preliminare Maria Proia, 22 persone tra stranieri e marsicani. Sono accusati anche di aver messo in atto procedure per ottenere i finanziamenti europei finalizzati all’integrazione sociale e lavorativa degli immigrati, pur sapendo che ciò, secondo l’accusa, non sarebbe mai avvenuto. Il procedimento avviato all’Aquila è stato trasferito ad Avezzano. Il pm Maurizio Maria Cerrato ha richiesto al gup il rinvio a giudizio nei confronti di Augusto Cicchinelli, imprenditore di Trasacco, Francesco Papa di Roma, Attilio Cicchinelli, di Trasacco, Gianfelice Angelone di Avezzano, Mohammed El Adouy, Mohammed Ari, Said Yatimenabi, Otman Yatimenabi, Laamiri Jabbari, tutti residenti ad Avezzano e Luco dei Marsi, Gioacchino Ciocci di Luco, Giuseppe Antonini di Avezzano, Giuseppe Stornelli di Avezzano, Pasquale Salvati di Trasacco, Quirino Massaro D’A di Luco, Francesco Cafiero, 25 anni, di Celano, Ugo Lucio Perrotta di Celano, Angelo Catarinacci di Luco, Giuseppe Di Fabio di Lecce nei Marsi, Antonio Troiani di Lecce nei Marsi, Mario Morgante di Celano, Franco Di Fonzo di Lecce nei Marsi e Francesco (Franco) Cafiero, 75 anni, di Celano.
Nell’indagine, svolta dagli agenti della questura dell’Aquila, sono state utilizzate anche intercettazioni telefoniche e ambientali. Le indagini, che fanno riferimento a presunti reati compiuti tra il 2012 e il 2014, sono state coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia dell’Aquila. Tra le parti offese, oltre a circa 50 migranti principalmente marocchini, anche il ministero del Lavoro e delle politiche sociali del Marocco e la Comunità europea. Secondo la Procura, Augusto e Attilio Cicchinelli avrebbero messo in atto un fraudolento ottenimento del finanziamento europeo dell’importo complessivo di 200mila euro con la presentazione di un progetto di integrazione. Tutto ciò anche grazie alla presentazione di «istanze di nullaosta per i fondi ottenuti grazie a datori di lavoro compiacenti che promettevano di superare in modo fittizio la quota del 50% di extracomunitari avviati a dei corsi». Ciò dava diritto ad avere i soldi. Per la Procura «tra le 123 istanze presentate, 122 erano intestate a una decina di imprenditori senza pretendere da costoro l’effettivo impiego degli strumenti richiesti». L’accusa è anche quella di aver fatto entrare in Italia stranieri violando le disposizioni di legge. Nel collegio difensivo gli avvocati Mauro Ceci, Franco Colucci, Mario Flammini, Stefano Guanciale, Chiara Di Fonzo, Alessia Fonzi e Gianni Paris.
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