Traffico rifiuti, analisi sul materiale sequestrato

11 Gennaio 2020

L’indagine del Nipaf punta a verificare la correttezza delle operazioni Nel mirino atti di dubbia legalità per ribassare i costi. Presto altri indagati

L’AQUILA. Ci sono diversi aspetti dell’inchiesta sul presunto traffico illecito di rifiuti ancora da esplorare da parte dei carabinieri forestali del Nipaf.
Uno riguarda cosa ci sia in quei rifiuti e, in particolare, a possibili scarti edili derivanti da demolizioni post-sisma, ovvero le macerie. Questi sono per legge sottoposti a un particolare trattamento visto sono inquadrati come rifiuti speciali e ci dev’essere alla base una separazione del materiale e questo deve avvenire all’insegna della tracciabilità.
La verifica che si vuole fare, con delle analisi, è se per caso siano stati smaltiti in modo scorretto ignorando la presenza di materiale pericoloso come, in astratto, amianto. E se questo è avvenuto è lecito chiedersi dove questi rifiuti siano stati portati. Si tratta di ipotesi ancora tutte da provare e ciò comporterà tempo visto che sono necessarie analisi di laboratorio che potranno anche smentire i sospetti.
Un altro aspetto è quello che vuole fare luce su una serie di procedure, di dubbia legalità, che avrebbero ridotto i costi del traffico dei rifiuti comportando un vantaggio ingiusto nei riguardi in tema di spese nei riguardi di altre ditte concorrenti.
Nella vicenda sono indagati tre imprenditori aquilani, Marcello Negrini, Alessandro Angelini, e Claudio Riggi, di Frosinone ma residente a Balsorano, il quale nella vicenda ha un ruolo sopratutto dal punto di vista organizzativo e contabile.
Secondo gli investigatori ci sarebbero delle irregolarità su più fronti, ma per provarle ci vuole tempo anche a fronte dell’ingente mole di materiale sequestrato: migliaia di atti contabili, formulari, documenti di trasporto, fatture, certificati ritenuti falsi come pure computer, materiale informatico e anche telefoni cellulari.
Si tratta, da quanto si è capito, di un’inchiesta, denominata “Black Bag” (ovvero sacco nero, con riferimento ai bustoni di plastica per i rifiuti) destinata ad allargarsi visto che la Procura della Repubblica non ha lesinato forse con l’impiego di militari di 11 stazioni del comprensorio con la collaborazione dei colleghi di Napoli, Benevento e Frosinone. Questo perché si ipotizza la connivenza di altri soggetti.
Gli indagati sono assistiti dagli avvocati Tommaso Colella, Danilo Iannarelli, Massimo Manieri.
Imminenti gli interrogatori dei sospettati che potranno fornire una loro versione dei fatti.
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