Trasacco, si scalerà la parete della grotta abitata dai primitivi

Inaugurazione a monte Lambrone, otto le vie individuate Quaglieri: «Impulso alla crescita culturale ed economica»
TRASACCO. A Trasacco archeologia e sport alpinistico si danno una mano per rilanciare il turismo. Accanto alla Grotta Continenza, uno dei più importanti siti archeologici del Centro Italia, con rinvenimento di resti risalenti al Paleolitico superiore e al Mesolitico, è ora sorto un sito di arrampicata sportiva. L’inaugurazione è avvenuta ieri mattina alla presenza del comandante del 9° Reggimento alpini dell’Aquila, colonnello Marco Iovinelli, dell’amministrazione comunale al completo e di numerose scolaresche. «L’idea dell’arrampicata», ha spiegato il sindaco Mario Quaglieri, «mi è venuta parlando con alcuni giovani alpini di Trasacco, miei amici d’infanzia. Se però è potuta diventare realtà è perché ho avuto la fortuna di trovare nel colonnello Iovinelli un interlocutore sensibile verso il nostro territorio, mettendoci a disposizione gli istruttori del Reggimento. Si tratta di un’iniziativa», ha aggiunto Quaglieri, «che potrà dare impulso alla crescita culturale ed economica di Trasacco. Si dà la possibilità a tanti giovani, provenienti anche da fuori, di praticare questo sport affascinante e, al tempo stesso, verrà valorizzata la Grotta Continenza, rifugio dei primi uomini stanziatisi nel Fucino, che si nutrivano di caccia e di pesca nel lago, come testimoniano i resti ritrovati». Gli istruttori del Reggimento alpino hanno individuato lungo la parete rocciosa a picco (falesia) di monte Lambrone, che sovrasta la Grotta Continenza, ben otto vie di arrampicata. La più alta misura 22 metri. Il grado di difficoltà delle arrampicate in generale va da 3 a 9 seguito da una lettera (a - c). Per quelle di Trasacco va da 5b a 6b +. Rispetto a quella inaugurata qualche anno fa, sempre dal 9° Reggimento alpini dell’Aquila, a Venere di Pescina, hanno meno sviluppo in altezza, ma sono molto più impegnative Quattro istruttori hanno dato una dimostrazione tecnica dell’arrampicata eseguendo la progressione in cordata lungo la via più alta. Trattandosi di roccia calcarea, gli scalatori hanno potuto utilizzare i cosiddetti spit: chiodi a espansione che, una volta incastrati, non sono più estraibili. Uno dei quattro istruttori in parete, Fabrizio Fracassi, nella calata ha adottato la spettacolare “tecnica australiana” che consiste nel discendere velocemente, in corda singola, di “faccia” anziché di schiena, come normalmente si fa.
«La tecnica australiana», ha spiegato il maresciallo Giovanni Parisse, responsabile del gruppo istruttori del Reggimento alpini, «viene usata per calarsi, in casi di emergenza, in anfratti o grotte o per fare irruzione in centri abitati, sfruttando l’effetto sorpresa». Per gli appassionati di questo sport, il gruppo istruttori del 9° Reggimento terrà due corsi l’anno di alpinismo: uno ad aprile e maggio e l’altro a settembre e ottobre. Del gruppo, oltre al maresciallo Parisse e al primo camporal maggiore Fabrizio Fracassi, fanno parte il maresciallo Adolfo Moretti e i caporalmaggiori Gaudio Bellotta, Berardo Iulianella, Amedeo Di Leonardo, Giulio Marchione e Luca Taglieri. L’insegnamento delle tecniche di arrampicata, per legge, è riservato alle guide alpine, a livello professionale, e alle scuole del Cai, a livello non professionale. Una mano alla riuscita della manifestazione l’ha data il Gruppo alpino di Trasacco.
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