Trasferito dall’ospedale Proteste in Alto Sangro

15 Novembre 2016

CASTEL DI SANGRO. Continua a Castel di Sangro la battaglia del gruppo consiliare “Progeto Comune” a difesa dell’ospedale. A suscitare la nuova reazione degli amministratori di minoranza il...

CASTEL DI SANGRO. Continua a Castel di Sangro la battaglia del gruppo consiliare “Progeto Comune” a difesa dell’ospedale. A suscitare la nuova reazione degli amministratori di minoranza il trasferimento di un anziano di 65 anni con frattura al femore dalla struttura sanitaria dell’Alto Sangro a quello di Sulmona. «Il capo dell’unità operativa complessa di ortopedia degli ospedali di Castel di Sangro e Sulmona», affermano Alfredo Fioritto, Raffaella Dell’Erede, Diego Carnevale e Daniele Marinelli, «con un provvedimento dell’11 novembre scorso ha intimato l’immediato trasferimento di un anziano over 65 dall’ospedale di Castel di Sangro direttamente a Sulmona, saltando la preospedalizzazione nel nostro presidio. In un provvedimento che non riporta nemmeno un protocollo si fa riferimento a norme ministeriali e regionali, ma non si specifica quali esse siano. Questo significa che il capo dell’unità di ortopedia, quando si tratta di questioni che coinvolgono l’ospedale di Castel di Sangro, si sente in diritto di agire senza loassenso del capo dipartimento o del direttore sanitario o del direttore generale, oltretutto in una specialità di eccellenza del nostro presidio».

Per i consiglieri di opposizione, che chiedono al direttore sanitario d’azienda, Teresa Colizza, e al direttore generale della Asl, Rinaldo Tordera, di valutare con attenzione la legittimità della procedura, si tratta dell’ennesimo attacco alle funzioni dell’ospedale dell’Alto Sangro. «La sospensiva del Tar riguardante l’ospedale di Penne, classificato come il nostro presidio di zona disagiata», aggiungono Fioritto, Dell’Erede, Carnevale e Marinelli, «rafforza la nostra determinazione nella difesa del presidio di Castel di Sangro. Al riguardo chiediamo il sostegno del sindaco Angelo Caruso, col quale abbiamo desiderio di portare avanti un discorso univoco per il bene di tutti». (m.lav.)

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