Trasloco di arredi: ultimo atto per aprire Palazzo Margherita

15 Novembre 2023

Ditta al lavoro, ma sulla data ufficiale c’è ancora incertezza Qui uffici di rappresentanza del Comune e 300 dipendenti 

L’AQUILA. L’operazione richiederà qualche settimana, per la mole di arredi da trasportare: scrivanie, sedie, computer e tutto quanto occorre ad allestire i nuovi uffici comunali a Palazzo Margherita. La ditta di traslochi che ha vinto il bando del Comune è già al lavoro per riportare nelle stanze dello storico edifico ristrutturato le suppellettili necessarie alla riapertura e al funzionamento della sede di rappresentanza, dove torneranno il gabinetto del sindaco, gli uffici degli assessori e altri servizi affini.
Il segno tangibile che, ormai, la cerimonia ufficiale di restituzione del palazzo alla città è vicina.
La data dovrebbe essere quella del 5 dicembre prossimo, come trapelato dall’ultima riunione di maggioranza sul tema, ma nessuno si sbilancia dopo gli innumerevoli annunci di inaugurazione non andati a buon fine. Quindi non è escluso un ulteriore slittamento a Natale, se non addirittura all’inizio del prossimo anno. A regime ospiterà circa 300 dipendenti e gli uffici di rappresentanza del Comune.
TRASLOCO AL VIA
Il primo passo da fare è l’allestimento dei due piani operativi, dove troveranno posto gli uffici di rappresentanza e la sala del consiglio comunale, che nelle intenzioni dell’amministrazione dovrebbe tornare a riunirsi proprio il 5 dicembre a palazzo Margherita, in concomitanza con la riapertura dell’edificio.
Tasselli che devono incastrarsi alla perfezione per evitare ulteriori intoppi ad un percorso fin troppo irto di ostacoli, che ha fatto slittare, di anno in anno, la data del fine lavori.
A cantiere concluso, si stringono i tempi per il trasloco nella speranza di portare a termine il tutto per l’inizio di dicembre: l’amministrazione Biondi, vuole tornare entro l’anno nel palazzo che fu dimora della duchessa austriaca Margherita, di cui lo scorso anno si è celebrato il cinquecentenario della nascita.
Nei giorni scorsi, con una determina dirigenziale, è stata anche affidata la verifica delle opere provvisionali di messa in sicurezza della torre civica, non ancora ristrutturata e che seguirà un percorso a parte rispetto all’edificio centrale.
LA STORIA DEI LAVORI
Sono passati più di 14 anni dal sisma del 6 aprile 2009 e L’Aquila ancora non riesce a riappropriarsi di uno dei suoi simboli: l’edificio che affaccia su piazza Palazzo, e che in tempi remoti ha accolto dapprima il Capitano di ventura, poi Margherita d’Austria, che ne aveva fatto la sua residenza, simbolo assoluto del potere civico della città e, prima del terremoto, sede della municipalità aquilana.
I lavori di ristrutturazione, del valore complessivo di 11,7 milioni di euro, sono stati portati avanti dal raggruppamento temporaneo di imprese composto dall’aquilana Digimastri e dalle campane Samoa e Sepe.
iNFINITI RITARDI
Aperto nel 2017, il cantiere si sarebbe dovuto chiudere due anni dopo, nel 2019. Ma una serie di imprevisti tecnici e burocratici, tra cui lo sbilanciamento della torre e il ritrovamento di reperti archeologici, hanno fatto slittare la data al 2021, poi al 2022. Il Comune punta a chiudere l’operazione entro quest’anno, per evitare ulteriori proroghe.
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