Traumi da incidente, come operare

15 Novembre 2019

Medici, docenti e poliziotti a confronto sulla rete degli interventi

L’AQUILA. La complessa rete di interventi in caso di incidente stradale. L’assistenza post-traumatica sia sul piano fisico, sia su quello psicologico. La prevenzione. Le dinamiche della catena di soccorsi. Di questo si è parlato nel primo della serie di incontri divulgativi promossi dall’Asl, dall’Ateneo aquilano in collaborazione con le forze di polizia e con l’associazione Vado. Un focus che ha visto in campo alcuni tra i principali attori che intervengono in strada a seguito di un incidente.
Nella sessione, monitorata dai responsabili scientifici Franco Marinangeli, docente di Anestesia e rianimazione dell’ateneo aquilano e Antonello Ciccone, responsabile della Terapia intensiva dell’ospedale, è stato centrato un focus sul protocollo di formazione che prevede l’interazione con le forze dell’ordine. Una comunicazione che diventa fondamentale nella prima fase del soccorso, ma ha anche un obiettivo, piuttosto concreto, di sensibilizzazione alla prevenzione degli incidenti ritenuti evitabili. Una formazione che prevede, inoltre, il contatto con tutti i sanitari delle diverse specializzazioni implicate nella catena dei soccorsi, con approfondimenti di natura tecnico-scientifica.
Significativa in tal senso, davanti alla platea dell’Aula di Medicina e Chirurgia (Blocco 11 di Coppito), la testimonianza del commissario Pieremidio Bianchi (Polizia di Stato) che ha inquadrato l’incidente stradale sia dal punto di vista delle dinamiche del soccorso, sia nell’ottica di un cosiddetto “caregiver”: il commissario, attivo nella sezione Anticrimine, ha parlato del suo inedito ruolo di collegamento tra il personale medico e la famiglia di un suo collega coinvolto in un incidente stradale. Entro questi termini si definisce la figura di “caregiver” dove la componente empatica e umana gioca un ruolo fondamentale nell’orientare le scelte di lavoro.
«L’obiettivo», ha spiegato Bianchi, «è sempre quello di donare un sorriso e una speranza anche in contesti drammatici». Il commissario ha rimarcato l’importanza da parte di tutti gli addetti al soccorso di dare sostegno alle famiglie, di raccordarsi tra loro in maniera costruttiva per rendere l’intervento più efficace senza tralasciare anche l’aspetto comunicativo, relativo a come interagire con le persone che chiedono notizie sullo stato di salute del proprio caro o del proprio collega.
Un secondo appuntamento, dedicato agli aspetti chirurgici, è in programma lunedì 25 novembre, sempre dalle 14,30. (fab.i.)
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