Travolto e ucciso dai rami di un salice

Ruggero Cecala, imprenditore, 62 anni, stava potando l’albero insieme ad amici e familiari. Dinamica da chiarire
L’AQUILA. È stato schiacciato da uno o due grossi rami di salice mentre aiutava i suoi fratelli a tagliare e potare alcune piante nei pressi di via del Mulino, nella frazione di San Gregorio.
Per Ruggero Cecala, imprenditore di 62 anni nato e residente a San Gregorio, non c’è stato nulla da fare. Portato immediatamente in ospedale, è deceduto qualche ora dopo. Troppo gravi le ferite alla testa e alla schiena. L’incidente è avvenuto domenica pomeriggio intorno alle 17,30. I fratelli Cecala – Ruggero, Gilmondo e Maurizio – come facevano spesso, avevano approfittato dell’assolata e tiepida giornata domenicale per andare in un vicino campo a tagliare alcuni grossi salici (febbraio è solitamente il mese delle potature).
Avevano portato anche un mezzo meccanico per spostare, nel caso, i tronchi e per essere agevolati nel lavoro.
La dinamica dell’incidente non è ancora chiarissima. Da quello che si è appreso Ruggero, descritto dagli amici come persona molto prudente e sempre attento alla sicurezza qualsiasi lavoro si trovasse a svolgere, a un certo punto si è venuto a trovare nelle vicinanze del punto in cui è caduto il tronco di un salice che aveva in cima uno o più rami molto lunghi. Il tronco era stato appena tagliato con la motosega da uno dei fratelli.
Possibile che l’albero, venendo giù, abbia preso una direzione non prevista e i pesanti rami hanno colpito in pieno Ruggero. Le sue condizioni sono apparse subito molto gravi, i fratelli lo hanno immediatamente trasportato in ospedale. Nonostante gli sforzi dei medici è deceduto intorno alle 21,30 di domenica sera.
Ieri mattina, agenti di polizia si sono portati sul luogo dell’incidente per fare i rilievi di rito e rimettere un primo rapporto alla magistratura su quanto accaduto.
La zona dove si è consumata la tragedia non presenta pericoli o difficoltà particolari. La si raggiunge facilmente dalla stradina che passa sotto la ferrovia (dove c’è anche la nuova stazione) ed è fra due terreni pianeggianti separati da un canale irriguo.
Inoltre i fratelli Cecala sono molto esperti nel taglio e nella potatura degli alberi, lo hanno fatto da sempre, con grande professionalità e utilizzando mezzi adeguati.
Si è trattato, dunque, di una fatalità imprevista e imprevedibile. La notizia si è diffusa in un baleno ieri mattina a San Gregorio, dove Ruggero era molto conosciuto e stimato. Tutti ne parlano come un gran lavoratore, dedito alla sua attività (commercio di lubrificanti) e alla sua famiglia.
Qualche anno fa aveva avuto qualche problema di salute da cui però si era ripreso bene.
«Per tutto il nostro paese è una notizia terribile e che ci addolora», dice un amico di Ruggero, «un fatto tragico e assurdo allo stesso tempo. Perdiamo un amico e una gran bella persona».
Uno dei fratelli, Maurizio, gestisce a San Gregorio un’officina meccanica. Ruggero lascia la moglie Stefania e tre figli: Ilaria, Lidia e Valerio.
I funerali, ovviamente, non sono stati ancora fissati. Bisogna infatti attendere il nulla osta della Procura della Repubblica che, come atto dovuto, ha aperto un fascicolo sull’accaduto.
L’ipotesi di reato è quella di omicidio colposo.
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