Tre bar e una pasticceria chiusi dal Nas

Riscontrate carenze igieniche, sequestrati venti chili di dolciumi. Scoperti menu senza l’indicazione di allergeni
ROCCARASO. Prosegue l’attività di controllo degli esercizi commerciali e di ristorazione da parte del nucleo antisofisticazioni dei carabinieri di Pescara. Sotto la lente d’ingrandimento ancora l’Alto Sangro e in particolare le località sciistiche di Rivisondoli e Roccaraso dove i militari del Nas hanno passato al setaccio anche baite, rifugi, bar e tavole calde. E alla fine dei controlli i carabinieri, dopo aver riscontrato diverse violazioni, hanno disposto la sospensione dell’attività a carico di tre bar e di una pasticceria (i nomi non sono stati forniti dai carabinieri). I provvedimenti amministrativi sono stati motivati soprattutto da carenze igienico sanitarie, da violazione delle procedure, dalla mancanza di autorizzazioni, accertati con una serie di controlli in chalet ed esercizi di ristorazione. Nel corso delle ispezioni, compiute in collaborazione con i carabinieri del posto, è stata accertata l’assenza di requisiti igienico-sanitari e strutturali ai fini della igienicità della manipolazione di alimenti e l’attivazione di una ristorazione con cucina e somministrazione di pasti in assenza della specifica registrazione all’autorità sanitaria competente. I carabinieri del Nas di Pescara hanno inoltre segnalato i proprietari di un bar-ristorante e di una pasticceria per carenze igienico sanitarie e strutturali, per aver omesso di applicare correttamente le procedure di tracciabilità e per non aver esposto indicazioni circa la presenza di allergeni nelle pietanze somministrate. Dai controlli è inoltre emerso che la pasticceria era stata aperta senza averne dato mai comunicazione all’autorità competente. Il personale Asl, intervenuto sul posto, ha disposto l’immediata sospensione dell’attività, con il divieto di commercializzazione e utilizzo di 20 chili di dolci prodotti abusivamente. All’inizio dell’anno i controlli dei Nas avevano portato alla sospensione anche di un’attività di Rivisondoli che preparava piatti caldi senza autorizzazione. Anche in questo caso era stata disposta la chiusura della cucina.
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