Tre borse di studio a sostegno dei poveri

24 Settembre 2021

L’iniziativa della diocesi realizzata in collaborazione con aziende e cooperative del territorio

SULMONA. Tre borse lavoro e sostegno ai meno fortunati grazie al progetto “A mani tese”. Con l’iniziativa della Caritas diocesana è stato creato un fondo di solidarietà attivato dalla diocesi di Sulmona-Valva per dare una mano alle imprese e ai lavoratori che hanno subito gli effetti negativi della pandemia. Sono state create 3 borse lavoro, che termineranno il 31 dicembre, grazie alla collaborazione con le aziende che hanno aderito al progetto. Il borsista è impiegato nelle attività aziendali e viene regolarmente pagato con i soldi raccolti dal fondo di solidarietà che ammontano a 17.984,09 euro. Contributi delle comunità parrocchiali, delle realtà laicali e dei singoli che hanno risposto alla campagna lanciata dalla diocesi. Nei mesi scorsi lo sportello lavoro, aperto da febbraio ad aprile il venerdì pomeriggio negli uffici di Casa Zaccheo, ha raccolto circa 30 candidature. «Molte delle persone coinvolte», ha spiegato la diocesi, «provengono anche dai centri di ascolto parrocchiali che sono stati parte attiva nella prima fase del progetto. Da aprile a giugno si è tenuta la fase di valutazione dei curricula e si sono svolti i colloqui motivazionali, analizzando i requisiti professionali e le capacità richieste per la mansione lavorativa da svolgere. Parallelamente lo sportello Caritas ha censito le aziende, cooperative, fondazioni, ditte individuali presenti nel territorio che, rispondendo al bando, si sono rese disponibili ad accogliere nuove risorse nella propria struttura». Le necessità delle aziende sono state incrociate con le attitudini delle persone che hanno aderito al progetto e alla fine due uomini e una donna sono stati assegnati alle aziende. Ogni borsa varia da 600 ai 700 euro netti mensili secondo le ore lavorate e la mansione svolta. La Caritas inoltre ha avuto un finanziamento, dai fondi dell’ 8×1000, con un progetto dedicato all’inserimento lavorativo di soggetti fragili e in stato di bisogno. (e.b.)
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