Tre casi di meningite al San Salvatore

In due settimane colpiti due aquilani e un reatino. Ma l’Azienda tranquillizza: nessun allarme, è tutto sotto controllo
L’AQUILA. Tre casi di meningite in quindici giorni all’ospedale dell’Aquila. Ma la Asl non fa allarmismi: non si tratta di un’epidemia, ma di tre casi distinti tra loro. Al punto che due giovani sono aquilani, mentre una terza persona, anziana, è della provincia di Rieti.
I casi sono stati affrontati e curati per tempo dal primario del reparto di Malattie infettive del San Salvatore, il dottor Alessandro Grimaldi, e dalla sue équipe, della quale fanno parte i medici Antonio Cellini, Maurizio Mariani, Nerio Iapadre e Giovanna Picchi.
«Sono fuori pericolo le tre persone colpite da meningite e ricoverate, nelle ultime settimane, all’ospedale dell’Aquila», affermano i vertici dell’Azienda sanitaria Avezzamo-Sulmona-L’Aquila, in un comunicato diffuso ieri mettina. «Si tratta di due pazienti, un uomo e una donna, della provincia dell’Aquila, e di un terzo residente nel Lazio. Le tre persone sono state colpite dalla meningite nell’arco delle ultime due settimane e ricoverate nel reparto di Malattie infettive del San Salvatore. In uno dei pazienti è stata riscontrata la forma del meningococco, la più aggressiva e pericolosa che, oltretutto, è anche contagiosa. I medici del reparto, diretto dal dottor Alessandro Grimaldi, hanno agito con la massima tempestività e, grazie alla diagnosi precoce, sono riusciti a individuare in tempi brevissimi l’agente patogeno».
«Il fattore tempo è decisivo», aggiungono dalla Asl, «soprattutto per la forma del meningococco che, se non trattato immediatamente, può portare alla morte nel giro di 48-72 ore. La rapida somministrazione di una terapia antibiotica appropriata può, quindi, salvare la vita dei pazienti».
Gli specialisti tengono a precisare che gli ultimi casi di meningite «non costituiscono motivo di preoccupazione».
«Il fatto che ci siano stati tre casi in quindici giorni», precisa il dottor Grimaldi, «è solo una sfortunata coincidenza, che non desta allarme poiché non c’è alcun rischio di epidemia».
D’altronde nel corso dell’anno vi sono lunghi periodi in cui non si registrano casi; un andamento fisiologico che fa parte delle normali dinamiche di manifestazione della patologia.
L’invito dei medici, rivolto soprattutto ai giovani che viaggiano, è quello di fare la vaccinazione (che è gratuita), una misura preventiva assai importante soprattutto per il meningococco.
Il reparto di Malattie infettive aquilano è dotato, tra l’altro, delle cosiddette “stanze a pressione negativa”, che consentono di isolare i pazienti e di trattarli al meglio con la dovuta terapia.
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