Tredici denunce per le polizze auto con il trucco

9 Maggio 2015

Stipulate per una finta associazione culturale di Avezzano Truffa scoperta dopo la denuncia di un’agenzia sulmonese

SULMONA. Tramite una falsa associazione culturale stipulavano contratti con le agenzie di assicurazioni della provincia dell’Aquila per pagare una tariffa inferiore rispetto a quella che avrebbero dovuto pagare nei loro paesi di residenza.

A smascherare la truffa gli uomini della sezione giudiziaria della polizia stradale di Pratola Peligna, i quali a conclusione di una complessa attività investigativa hanno denunciato tredici persone, quasi tutte residenti nel Napoletano e in altri centri della Campania, per il reato di falsità in autorizzazioni amministrative e truffa aggravata ai danni dello Stato e nei confronti di una società di assicurazioni.

Si tratta di C.V., di 59 anni, F.D. (56), D.M.G. (46); V.A. (54), D.L.C. (45), B.A. (49), D.S.A. (54), A.M. (54), A.P. (44), C.G. (44), C.A. (70), D.A.R. (51) e A.V. (47). L’inchiesta è partita a seguito di una denuncia presentata dal titolare di un’agenzia di assicurazione con sede a Isernia e con una sub-agenzia a Sulmona.

E proprio nella sede sulmonese sarebbero state stipulate le polizze finite nel mirino della polizia stradale di Pratola Peligna.

In tutto sedici contratti di assicurazione per altrettanti veicoli che dalla documentazione fornita all’agente sulmonese apparivano di proprietà di un’associazione culturale (Onlus) con sede ad Avezzano. Un particolare che ha insospettito l’assicuratore e, dalle indagini della polstrada di Pratola Peligna, è emerso che tutti i veicoli erano in realtà intestati a persone residenti nell’hinterland dei comuni di Napoli, Caserta e Salerno.

In particolare, i promotori della truffa, celandosi dietro l’associazione con sede nella Marsica, avevano prodotto carte di circolazione e fogli di circolazione provvisori falsificati, facendo così apparire il trasferimento della proprietà dei veicoli a favore dall’associazione stessa.

In questo modo riuscivano ad assicurare le loro automobili ad un costo inferiore del 50% rispetto a quello che avrebbero dovuto pagare, dichiarando la residenza reale.

Claudio Lattanzio

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