Tribunale da chiudere, riparte la lotta

22 Novembre 2016

Le dichiarazioni del ministro Orlando non lasciano speranze su un’ulteriore proroga. In città monta la protesta

SULMONA. Le ultime dichiarazioni del ministro della Giustizia Andrea Orlando sulla necessità di andare avanti con la riforma giudiziaria condannano il tribunale sulmonese. Il palazzo di giustizia è finito nella scure dei tagli, che prevede la chiusura dei presidi cosiddetti minori per la spending review avviata dal governo Monti. L’intento è quello di ottenere una seconda proroga (al 2022) alla chiusura fissata per settembre 2018, dopo aver beneficiato di una deroga legata al sisma del 2009. Da allora si vuole tentare la strada della negazione della nuova geografia giudiziaria, imposta dall’ultima riforma, che taglia i cosiddetti tribunali minori sotto la spinta di un presunto risparmio di costi. Tesi da sempre osteggiata dagli addetti ai lavori. Negli anni scorsi sono state 16mila le firme raccolte a difesa del presidio e tante la manifestazioni organizzate, fino allo sciopero della fame, capeggiato dall’avvocato Elisabetta Bianchi. Ma è nei numeri, che hanno visto azzerare pendenze e attese delle cause, che si riarma la battaglia in difesa di palazzo Capograssi. Il tribunale sulmonese è stato fra i primi in Italia ad attivare l’informatizzazione delle cause civili, attraverso il processo telematico, che ha concesso la riduzione del contenzioso. In sostanza, grazie all’innovazione tecnologica, sono state smaltite molte più pratiche contemporaneamente, riuscendo a definire più velocemente le cause in corso. Un caso pilota e di studio per gli altri tribunali italiani, grazie anche alla “rivoluzione” avviata dal presidente Giorgio Di Benedetto, che si è circondato di sei giudici molto giovani. Resta un punto dolente, invece, quello della pianta organica degli amministrativi, ferma a 21 su 33 previsti e a solo la metà dei funzionari giudiziari (4 su 8), con un sotto organico del 36%. Nonostante queste carenze, che allungano i tempi, il tribunale continua a vantare medie altissime di definizione dei procedimenti, con l’intera digitalizzazione del settore civile e – caso unico in Italia – le udienze in triplo schermo (giudice, avvocati e cancelliere). Le pendenze dei dibattimenti penali sono state ridotte del 51%; quelle del processo civile del 31% e quelle del contenzioso ordinario del 41%. Nonostante il ministero – in contrasto con la legge – non rispetti il turn over del personale amministrativo, fiaccando dalla base i tribunali condannati a chiusura. Palazzo Capograssi ha un ambito di 70mila abitanti, che lo piazza al quarto posto tra gli otto della regione per estensione e al secondo in Italia per altitudine media. Sono 36 i Comuni della giurisdizione, distanti fino a 121 chilometri dal tribunale dell’Aquila, con tempi di percorrenza da un minimo di 46 minuti a quasi tre ore.

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