Tribunale da salvare, riparte la mobilitazione

Gli avvocati convocano i sindaci e gli amministratori del comprensorio Casini: «Battaglia ancora aperta». E Di Benedetto rimarca l’efficienza raggiunta
SULMONA. Si riparte dalla convocazione degli stati generali del territorio per salvare il tribunale. Si riarma la battaglia in difesa di palazzo Capograssi, dove ieri si è tenuto un nuovo incontro convocato dall’Ordine degli avvocati con sindaci e amministratori del territorio, la senatrice Paola Pelino, il procuratore Giuseppe Bellelli e il presidente del tribunale Giorgio Di Benedetto.
Proprio quest’ultimo ha ricordato il primato del palazzo di giustizia sulmonese, primo nel centro-sud d’Italia per efficienza e quinto nella classifica generale. «Risultati raggiunti nonostante il blocco del turn over e i mancati arrivi di nuovo personale», ha sottolineato.
Le pendenze dei dibattimenti penali sono state ridotte del 51%; quelle del processo civile del 31% e quelle del contenzioso ordinario del 41%. Tutto ciò nonostante il Ministero – in contrasto con la legge – non rispetti il turn over del personale amministrativo, fiaccando dalla base i tribunali condannati a chiusura. Ha sottolineato la questione territoriale e la necessità di rivolgere un’attenzione maggiore alle zone di montagna il procuratore Bellelli. I sindaci, invece, si sono detti compatti nel ripartire dagli stati generali del territorio, predisponendo delibere di consiglio contrarie alla chiusura.
«Non dovremo abbassare la guardia a difesa del nostro tribunale», raccomanda il sindaco di Sulmona Annamaria Casini. «Sono convinta che sia una battaglia ancora aperta e che si debba proseguire in questa direzione. È una lotta di tutto il territorio per la salvaguardia di un presidio importante per il centro Abruzzo, porteremo avanti tutte le azioni necessarie nelle sedi opportune, come l’adozione di delibere consiliari, in vista soprattutto di nuovi scenari che si potrebbero aprire con le elezioni politiche del prossimo anno».
Sempre attiva anche la linea col tavolo regionale aperto per l’occasione.
«Siamo in attesa che venga istituita, tra poche settimane, con delibera di giunta regionale, la commissione che si occuperà degli atti e dei rapporti con il ministero della Giustizia per scongiurare la soppressione dei tribunali minori in Abruzzo», ha aggiunto Casini. L’ultima proroga della chiusura è stata posticipata al 2020, dopo quella di settembre 2018 e la deroga conseguente al sisma del 2009.
«Le impostazioni sbagliate possono essere superate», ha detto il sindaco di Pratola Peligna Antonella Di Nino, «e nuovi provvedimenti possono essere pensati per salvaguardare le peculiarità delle aree svantaggiate e di montagna, anche in tema di tribunali e giustizia. E in tale direzione può essere ripreso il pensiero dell’ex ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri sulla rilevanza dei tribunali di montagna. Bisogna agire subito», ha aggiunto, «ma è probabile che fatti i collegi elettorali e approvata la legge di Bilancio, la legislatura attuale sarà di fatto terminata. Le caratteristiche del nostro territorio, le distanze dal capoluogo di quest’area sono fattori noti e decisivi, come ha nuovamente ribadito il presidente del tribunale di Sulmona Giorgio Di Benedetto al quale dobbiamo il merito, con i suoi studi e il suo operato, per la condizione di efficienza che caratterizza la nostra struttura. Sono aspetti, questi, che andranno affermati nel nuovo confronto con il governo».
Piercarlo Cirilli, vicepresidente dell’Ordine degli avvocati, ha rimarcato, ancora una volta, la necessità di battere sul primato di efficienza del tribunale e sulle caratteristiche orografiche del territorio in cui le distanze diventano ancora più significative.
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