Tribunale, la salvezza viene dall’Europa

13 Dicembre 2017

In arrivo 400mila euro per il potenziamento della digitalizzazione. Il bando per l’erogazione dei fondi gestito dalla Regione

SULMONA. La salvezza per il tribunale sulmonese arriva dalla tecnologia e dagli investimenti del Fondo sociale europeo. I finanziamenti sono stati messi a disposizione dall’assessorato regionale al Lavoro e alla formazione, guidato da Andrea Gerosolimo, attraverso un bando. Alla selezione pubblica – appena terminata – ha partecipato solo il tribunale sulmonese, che potrebbe aggiudicarsi di diritto, appena concluse le pratiche burocratiche, il fondo da 400mila euro messo a disposizione.
Le somme dovranno essere utilizzate per il rafforzamento delle competenze digitali negli uffici giudiziari. Il progetto prevede di implementare nei tribunali i modelli organizzativi integrati di sistemi informativi, informatici e linguistici, finalizzati a potenziare e migliorare la qualità della giustizia nel territorio regionale. Il tutto riducendo l’arretrato e i tempi di definizione dei procedimenti, semplificando e accelerando le procedure di definizione delle controversie. Tutte cose su cui il tribunale sulmonese continua a scommettere a discapito degli altri palazzi di giustizia, tanto da aver guadagnato il primo posto per efficienza tra le sedi del Centro-Sud Italia e il quinto nella classifica generale. Primati importanti, quelli del tribunale sulmonese, raggiunti nonostante il blocco del turn over imposto dopo la riforma dei presìdi giudiziari e la chiusura fissata dei cosiddetti tribunali minori, tra cui quelli abruzzesi di Sulmona, Avezzano, Lanciano e Vasto. Lo stop resta ancora attivo, nonostante la proroga della chiusura al 2020. Il tribunale sulmonese è stato tra i primi in Italia ad attivare l’informatizzazione delle cause civili, attraverso il processo telematico, che ha consentito la riduzione del contenzioso. In sostanza, grazie all’innovazione tecnologica sono state smaltite molte più pratiche contemporaneamente, riuscendo a definire più velocemente le cause in corso. Un caso pilota e di studio per gli altri tribunali italiani, grazie anche alla “rivoluzione” avviata dal presidente Giorgio Di Benedetto, che si avvale del lavoro di sei giudici molto giovani. Resta un punto dolente, invece, quello della pianta organica degli amministrativi, ferma a 21 sui 33 previsti e a solo la metà dei funzionari giudiziari (quattro su otto), con un sotto organico del 36 per cento.
Nonostante queste carenze, che allungano i tempi, il tribunale continua a vantare medie altissime di definizione dei procedimenti, con l’intera digitalizzazione del settore civile e – caso unico in Italia – le udienze in triplo schermo (giudice, avvocati e cancelliere). Le pendenze dei dibattimenti penali sono state ridotte del 51%; quelle del processo civile del 31% e quelle del contenzioso ordinario del 41%.
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