Tribunale, nuova mobilitazione per scongiurare la soppressione

Il presidente dell’Ordine degli avvocati chiama a raccolta tutto il territorio per sostenere la battaglia L’appuntamento in programma il 16 dicembre. L’obiettivo resta quello di ottenere una nuova proroga
AVEZZANO. Una mobilitazione generale per scongiurare la chiusura dei quattro tribunali abruzzesi. L’appuntamento è stato fissato per il 16 dicembre ad Avezzano con la partecipazione di tutte le forze in campo, dalla politica al mondo della giustizia. E si tratta di una corsa contro il tempo per poter salvare i tribunali di Avezzano, Sulmona Lanciano e Vasto, che dovranno chiudere a settembre del prossimo anno se non arriverà una proroga dal Governo o dal Parlamento.
LA MOBILITAZIONE
Una lettera aperta è stata inviata dal presidente del consiglio dell’Ordine degli avvocati di Avezzano, Franco Colucci, ai consiglieri regionali e provinciali della Marsica, ai sindaci del territorio e al coordinatore del gruppo di lavoro per la difesa dei tribunali soppressi della Regione Abruzzo, Gianni Di Pangrazio. Il tempo stringe e gli avvocati lanciano l’allarme e invitano alla mobilitazione per trovare una soluzione a questo problema che, stavolta, sembra proprio insuperabile.
L’incontro si terrà ad Avezzano, alle 16, nella sala Montessori di via Fontana. Con ogni probabilità, se a quella data non ci saranno novità sull’iter legislativo che riguarda la questione, sarà organizzata una manifestazione che coinvolgerà ordini professionali, cittadini, associazioni, politici, amministratori e forze dell’ordine, i cui sindacati hanno espresso grosse perplessità su una eventuale chiusura dei tribunali.
LA LEGGE
«Il decreto 155 del 2012», spiega Colucci, «ha disposto la soppressione, tra gli altri, del tribunale di Avezzano, nonché di quello di Sulmona, di Lanciano e di Vasto, provocando così l’assenza di presidi giudizi nel territorio della regione Abruzzo, più grande ella confinante Regione Molise, dove vi sono tre tribunali e una Corte d’Appello. A differenza delle altre regioni italiane, in Abruzzo abbiamo assistito a una soppressione del 50 per cento dei tribunali presenti sul territorio. Per i devastanti effetti dei terremoti accaduti nel corso degli ultimi anni, non si è ancora provveduto all’accorpamento delle quattro strutture giudiziarie».
Il tribunale di Avezzano dovrebbe essere accorpato a quello dell’Aquila che però, secondo i legali, «non ha, almeno allo stato attuale , la capacità di incorporare la struttura di Avezzano.
IL PARADOSSO
Secondo le tabelle del ministero della Giustizia, il tribunale di Avezzano, che dovrebbe essere accolto da quello dell’Aquila, risulta essere più grande. «Oltretutto», aggiunge Colucci, «L’Aquila dovrebbe incorporare anche quello di Sulmona». Ci sarebbe, secondo l'analisi del mondo giudiziario, un blackout della giustizia in Abruzzo, con i processi che si troverebbero bloccati per anni. Infatti, la stessa situazione avverrebbe anche per i tribunali di Lanciano e Vasto. Inoltre, sempre secondo i legali, c’è una conclamata carenza di strutture all'Aquila.
«Dove dovrebbero andare giudici, avvocati, personale, archivi», si chiedono gli avvocati, «una volta trasferiti all'Aquila?». Su questo il Ministero non ha ancora dato risposte.
LE CONSEGUENZE
«Tutta questa situazione potrebbe comportare, per l’importanza che la struttura riveste nel comprensorio marsicano, uno stravolgimento della vita, non solo sotto l’aspetto giudiziario. In ballo c’è anche una forte compromissione dello sviluppo economico, industriale, sociale, culturale dello stesso territorio, poiché la chiusura del tribunale può provocare un irreversibile danno per l’intera comunità locale. Un’eventualità che va assolutamente scongiurata».
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