Tribunali, cresce la protesta: altri nove giorni di sciopero

11 Febbraio 2022

Gli avvocati di Sulmona si uniscono ad Avezzano: stop alle udienze da lunedì 21 Il presidente Tirabassi: «Azioni volte a sollecitare una proroga dal governo»

SULMONA. La protesta contro la chiusura dei tribunali non si ferma. In attesa di una presa di posizione ufficiale da parte del ministro della Giustizia, Marta Cartabia, gli avvocati del foro di Sulmona proclamano altri nove giorni di sciopero. Insieme al Foro di Avezzano, che conta oltre 600 avvocati, sono circa 900 i legali che a fine mese manifesteranno con una massiccia astensione dai processi, coma mai si era visto prima nella storia dei tribunali d’Abruzzo. I parlamentari abruzzesi in queste ore hanno presentato al sottosegretario al ministero della Giustizia, Anna Macina, che ha fatto da interlocutore, una proposta che permetterebbe di non rischiare uno scontro frontale con il ministro Cartabia; scontro che potrebbe vedere sconfitti i parlamentari abruzzesi e che farebbe a quel punto naufragare ogni speranza di proroga. Si tratta della proroga di ulteriori 12 mesi, quindi fino al 24 settembre del 2023. Finora però non è arrivata alcuna risposta e per questo c’è preoccupazione. Ora, come ad Avezzano, anche a Sulmona è stato proclamato un nuovo sciopero, da lunedì 21 febbraio al 1° marzo (con esclusione delle udienze relative a imputati detenuti in custodia cautelare). Un’assemblea straordinaria, in via telematica, è stata convocata per lunedì 28 febbraio. Il presidente dell’Ordine, Luca Tirabassi, tira dritto ricordando l’importanza di «proseguire le azioni volte a sollecitare il governo e il parlamento a concedere la richiesta proroga di due anni del termine di chiusura del tribunale di Sulmona e degli altri presidi di giustizia abruzzesi sub provinciali». Il consiglio dell’Ordine degli avvocati di Sulmona all’unanimità dei presenti, d’intesa con gli Ordini forensi di Avezzano, Lanciano e Vasto, e in attuazione della conforme volontà già espressa dall’assemblea degli iscritti, ha proclamato lo sciopero «con l’auspicio che il governo si esprima in senso favorevole alla richiesta proroga con conseguente revoca dell'astensione». Ma i tempi stringono e la riunione delle Commissioni riunite Affari costituzionali e Bilancio è stata rinviata a lunedì mattina quando, se non ci sarà un’apertura del ministero, i parlamentari potrebbero tirare dritto con l’emendamento. Ma in questo caso la strada sarà in salita». (p.g.)
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