Tribunali, la battaglia prosegue: «Ora si lavora per una riforma»

9 Febbraio 2023

I parlamentari Sigismondi e Liris (FdI): «Abbiamo un anno in più per arrivare a una soluzione definitiva» Due le ipotesi: nuova legge nazionale per cancellare quella del 2012 o spese a carico della Regione

AVEZZANO. Un anno e undici mesi. È questo il tempo rimasto per salvare il tribunale di Avezzano e quelli di Sulmona, Lanciano e Vasto. Appena il tempo di festeggiare per la nuova proroga ottenuta dal governo per “intercessione” dei parlamentari abruzzesi del centrodestra – grazie al Milleproroghe – che già torna a fare capolino il fantasma della chiusura. I mesi si succedono come un conto alla rovescia e per questo serve una legge ex novo che interrompa la provvisorietà delle proroghe distribuite ormai di volta in volta nell’ultimo decennio. Un’agonia che non è finita. I legali marsicani, le associazioni di categoria, gli amministratori del territorio e i cittadini si aspettavano forse qualcosa in più, almeno una proroga almeno biennale. Ciò non è avvenuto e c’è chi, soprattutto tra le forze governative di opposizione, parla di un “contentino” che però lascia di fatto le cose così come erano sempre state in passato.
LA LEGGE
Eppure le recenti dichiarazioni del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, fatte in parlamento riguardo alla situazione della giustizia e ai tribunali chiusi con la riforma del 2012, definita fallimentare, avevano fatto ben sperare da subito. Il guardasigilli era andato oltre affermando che il suo dicastero «sta appunto affrontando la tematica della revisione della geografia giudiziaria al fine di trovare le soluzioni più idonee per la problematica». Aveva in sostanza, in linea con le dichiarazioni del viceministro alla Giustizia, Paolo Sisto, sostenuto l’opportunità di tenere aperti o addirittura riaprire presidi giudiziari di territorio, per offrire ai cittadini quel senso di Giustizia che la riforma del 2012 aveva incrinato. Non solo una legge ex novo, che potrebbe essere approvata più agilmente con il vento a favore, e quindi salvare definitivamente il tribunale, ma in ballo rimane anche il disegno di legge regionale, quello promosso a più riprese dal presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, e che vedrebbe le spese che i tribunali devono sostenere accollate all’ente regionale. Due strade diverse con lo stesso risultato: il tribunale di Avezzano, e quelli di Vasto, Lanciano e Sulmona, aperti definitivamente senza la necessità di nuove proroghe.
LE MOSSE
L’iter da seguire per centrare l’obiettivo è chiaramente politico. A chiarire cosa accadrà, rispondendo a chi chiedeva da subito di più, sono i firmatari dell’emendamento di proroga approvato e cioè i senatori abruzzesi di Fratelli d’Italia, Etelwardo Sigismondi e Guido Quintino Liris.
«Questo provvedimento di 12 mesi», hanno tenuto a ribadire, «consente di avere più tempo utile per continuare a lavorare a una soluzione definitiva della vicenda. L’approvazione dell’emendamento è senza dubbio un primo passo compiuto nell’ambito del percorso intrapreso a inizio legislatura e che ci vede ancora costantemente impegnati». Scendendo ancora di più nel dettaglio, quindi, questi 23 mesi serviranno per approvare una legge, probabilmente nazionale, per la modifica della norma del 2012. Si fanno garanti di questo proprio i rappresentanti politici parlamentari del centrodestra.
LE REAZIONI
A incalzarli, però, al riguardo, ci sono i parlamentari abruzzesi di opposizione. Per il senatore marsicano del Pd, Michele Fina, «la proroga è una buona notizia nella misura in cui concede ulteriore tempo alla politica per arrivare alla soluzione definitiva, ma con il mio emendamento, e con quelli di altri colleghi di opposizione, avevamo chiesto tre anni e la riapertura delle piante organiche: su questo la destra ha fatto promesse ma non le ha mantenute».
«Ho accettato questa riformulazione, l’ennesima proroga fine a se stessa, per tenere ancora aperta la fiammella della speranza», aggiunge la senatrice del Movimento 5 Stelle, Gabriella Di Girolamo, aggiungendo che «un anno di proroga, senza riapertura di piante organiche, senza tavoli tecnici e senza revisione della geografia giudiziaria, non è un buon risultato».
Nazario Pagano, deputato di Forza Italia, al contrario si dice soddisfatto perché il suo partito «porta avanti da sempre, in parlamento e al Governo, una discussione serrata per garantire ai nostri territori la presenza costante di presidi di legalità».
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