Tribunali, lotta per sopravvivere: «Cambio di passo, basta proroghe»

La battaglia riparte da Sulmona, vertice tra amministratori comunali e rappresentanti degli avvocati «Valutare le reali esigenze dei territori, entro la fine del mese occorre un vertice coi parlamentari»
SULMONA . La battaglia per la sopravvivenza dei quattro tribunali abruzzesi riparte da Sulmona.
Ieri mattina nella sala consiliare del Comune peligno, il coordinamento dei sindaci e dei presidenti degli Ordini forensi hanno detto chiaro e tondo che la lotta non si fermerà fino a quando non sarà raggiunto l’obiettivo. Costi quel che costi.
E il primo passo sarà quello di chiedere l’istituzione di un tavolo tecnico per far sì che l’Abruzzo possa essere «laboratorio di revisione della riforma della geografia giudiziaria».
Una linea sulla quale c’è stata l’immediata condivisione da parte dei rappresentanti istituzionali e degli avvocati di Sulmona, Avezzano, Lanciano e Vasto. Nel frattempo, si faranno nuove pressioni sui parlamentari abruzzesi affinché arrivino risposte certe.
SOLUZIONE DEFINITIVA
«C’è bisogno di una soluzione definitiva, che sia legata alle reali esigenze di giustizia del territorio. A oggi, un piano delineato ancora non c’è: il ministro Nordio sta lavorando a una riforma, da portare sul tavolo del consiglio dei ministri già a fine maggio, che alleggerisca i tempi della giustizia ed eviti campi minati inutili agli amministratori, spesso bersaglio di immotivati lacci alle caviglie».
«Ci aspettiamo», riprende Di Pangrazio, «un cambio di passo analogo anche sui tribunali», ha dichiarato il sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio che, in qualità di coordinatore, ha annunciato che farà seguito un incontro con i parlamentari abruzzesi da convocare entro la fine di marzo.
NON SOLO DEROGHE
«Alla luce dell’ultimo documento di proroga, che posticipa di un solo anno, ovvero fino al 1° gennaio 2025, la data di chiusura dei tribunali, non è seguita la tanto auspicata e più volte richiesta riapertura delle piante organiche», ha detto il sindaco di Sulmona, Gianfranco Di Piero, «siamo a marzo e il vulnus permane. Sarebbe necessario che il governo si faccia carico di far funzionare queste strutture».
APPELLO DI CARUSO
«La disponibilità delle istituzioni parlamentari adesso si traduca in concretezza», ha detto anche il presidente della Provincia dell’Aquila, Angelo Caruso, invitato dal tavolo a organizzare intanto una riunione entro fine mese con il sottosegretario Andrea Delmastro Delle Vedove.
IL GRIDO D’ALLARME
«La Procura è ridotta all’osso, con un solo funzionario. Abbiamo solo due magistrati e i procedimenti penali sono fermi da tempo», ha sotolineato il vicesindaco di Vasto, Licia Fioravante.
Mentre il primo cittadino di Lanciano, Filippo Paolini, ha ribadito: «Non possiamo vivere con proroghe di anno in anno».
EVITARE DIVISIONI
Concetto ripreso dall’avvocato Luca Tirabassi, dell’Ordine di Sulmona, che ha aggiunto un appello all’azione unanime e coordinata: «Da soli non salviamo nessuno. Non ci possiamo dividere». Appello condiviso dai colleghi Roberto Di Piero di Avezzano, Maria Sichetti di Vasto e Antonio Codagnone di Lanciano. Il tavolo prospetta la possibilità di un incontro con il direttore del Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, Gaetano Campo.
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