Tribunali, proroga al 2024: ora si fa leva sulla pandemia

13 Febbraio 2022

Ecco cosa evidenzia l’emendamento in discussione nelle commissioni del governo Caruso (presidente Provincia): «All’Aquila e a Chieti gravi criticità strutturali»

AVEZZANO. È una corsa disperata e contro il tempo quella per scongiurare le chiusure dei tribunali di Avezzano, Sulmona, Vasto e Lanciano. Le speranze (al momento residue) sono tutte riposte negli emendamenti alla legge del 7 settembre 2012 – sopprimeva gli uffici giudiziari sub provinciali; fu congelata a più riprese a seguito dei terremoti che hanno colpito il Centro Italia – che da domani saranno in discussione nelle commissioni governative. Il principale emendamento in esame l’ha presentato la Lega (il primo firmatario è il deputato Giuseppe Bellachioma) e per ottenere un rinvio alla chiusura (minimo un anno, massimo fino al 2024) si “aggrappa” in via prioritaria ai problemi legati alla pandemia. Ma c’è da convincere soprattutto la ministra alla Giustizia, Marta Cartabia, ferma sostenitrice degli accorpamenti.
RAGIONI OROGRAFICHE
L’emendamento «è necessario per la conformazione orografica dell’Abruzzo, segnatamente dei territori sui quali insistono i tribunali sopprimenti, tutti allocati nella parte centro-meridionale della regione, con la conseguenza che, ove non fosse sospesa la efficacia delle disposizioni in esame, un’area di circa 6.600 km quadrati rimarrebbe del tutto prima di presidi giudiziari. Tale scenario, già di per sé portatore di non trascurabili pregiudizi sul piano dell’accesso alla giustizia, risulterebbe ulteriormente gravoso per la crisi economica indotta da quella epidemiologica».
le CAPACITà DIMOSTRATe
Secondo l’emendamento «i quattro tribunali da sopprimere, proprio durante la fase del lockdown (dal 9 marzo all’11 maggio), ma anche nella fase immediatamente successiva (la cosiddetta fase due), hanno continuato a far registrare elevati standard di efficienza, tenuto conto che hanno consentito la celebrazione di un significativo numero di utenze soprattutto penali in presenza e in condizioni di sicurezza sanitaria per tutti i soggetti interessati (magistrati, avvocati, parti, testimoni, dipendenti amministrativi) mentre, al contrario, diversi tribunali di più grandi dimensioni, sia in ambito regionale che nazionale, sono stati costretti alla sostanziale paralisi. Ciò anche grazie al fatto che i tribunali di Avezzano, Lanciano, Sulmona e Vasto godono di ampi spazi e aule di udienza tutte dotate di finestre, così da consentire il ricambio naturale dell’aria, oltre a sistemi di aerazione artificiale, là dove il Palazzo di giustizia dell’Aquila, di più moderna costruzione (anzi, riedificazione, dopo il tragico sisma del 2009, non è dotato di finestre e quello di Chieti risulta appena sufficiente a ospitare gli uffici e le aule del tribunale, tanto che gli uffici e le aule della locale Procura risultano tutt’ora allocati in un edificio separato e distante».
«PIANO IRRAZIONALE»
L’emendamento leghista continua: «Il programmato accorpamento delle sedi giudiziarie risulterebbe irrazionale e certamente intempestivo nel quadro dell’attuale contingenza, caratterizzato da una crisi sanitaria ed economica senza precedenti. Crisi che ha fatto emergere la ineludibile esigenza di un ripensamento delle scelte legislative che negli anni sono state attuate in tema di riordino di servizi essenziali (sanità, istruzione, giustizia), dovendosi propendere ora verso una decisa valorizzazione del principio di prossimità. La proroga di ulteriori due anni appare necessaria per garantire la calendarizzazione delle cause penali che necessitano di scadenze più a lungo termine».
L’APPELLO DI CARUSO
Sul tema tribunali, in vista del dibattito governativo, interviene anche il presidente della Provincia dell’Aquila, Angelo Caruso: «La concessione di due anni di proroga è il trattamento minimo sindacale che la rappresentanza parlamentare abruzzese deve ottenere dal governo e dal parlamento. Non si tratta di una pretesa, men che mai di un trattamento privilegiato, bensì della presa di coscienza del fatto che l’Abruzzo è ancora in fase di grave criticità strutturale per aver subìto negli ultimi 13 anni le peggiori sciagure dal Dopoguerra. Si è spiegato in tutte le forme che non c’è spazio nei tribunali di L’Aquila e Chieti, così come si è detto a più riprese che il Sud del territorio sarà completamente spoglio di presidi di giustizia: ora è il tempo della resa dei conti. Questa battaglia, credo l’unica per l’Abruzzo, non potrà vederci soccombenti. Si abbia il coraggio di abbracciare la bandiera dell’Abruzzo tralasciando quelle di appartenenza politica».
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