Tribunali, sos al governo contro la chiusura

11 Maggio 2021

Avvocati, sindaci e presidenti di Provincia chiedono nuove proroghe e la riforma della giustizia

AVEZZANO. Rilanciano la battaglia per la salvaguardia dei tribunali di Avezzano, Lanciano, Sulmona e Vasto i sindaci, i presidenti delle Province e degli ordini degli avvocati riuniti ieri in video conferenza, chiamando i parlamentari a sostenere la causa affinché possano fare da tramite per presentare al governo un ordine del giorno.
Per centrare l’obiettivo, amministratori e avvocati puntano in primis sulla proroga di almeno 2 anni della data di chiusura, prevista a settembre 2022, per poi agganciare la salvezza dei presidi di giustizia alla «riforma generale del sistema giustizia, da tutti auspicata e sbandierata come impellente e imminente. Una riforma», hanno sottolineato tutti i presenti «che dovrà obbligatoriamente considerare le conseguenze assolutamente negative che la chiusura di tribunali importanti in tutta Italia ha causato. Tutti insieme dobbiamo ribadire un programma coordinato, attento ai diritti dei cittadini, ancor più in un tempo di aggravamento delle crisi dovuto alla emergenza sanitaria e alle difficoltà finanziarie di imprese e famiglie». La nuova richiesta di proroga dovrebbe essere legata alla pandemia e inserita nel decreto proroghe i cui emendamenti possono essere presentati entro giovedì prossimo. Il vertice con gli onorevoli è stato fissato per oggi, alle 19. Nel corso della riunione i sindaci Giovanni Di Pangrazio (Avezzano), Anna Maria Casini (Sulmona), Francesco Menna (Vasto), Mario Pupillo, (nella doppia veste di primo cittadino di Lanciano e presidente della Provincia di Chieti), Angelo Caruso (presidente della Provincia dell’Aquila), seppur con diferenti sfumature, hanno sottolineato che la chiusura dei 4 tribunali «sarebbe un disastro per trasporti, viabilità, economia e ambiente, quindi per la qualità della vita dei cittadini e delle imprese. Il risparmio poi sarebbe irrisorio». Pronti alla battaglia anche i presidenti degli ordini degli avvocati, Franco Colucci, Luca Tirabassi, Vittorio Melone e Silvana Anna Vassalli. Una lotta che necessita del concorso politico più ampio possibile: per questo motivo i partecipanti hanno convenuto sull’opportunità di un incontro aperto ai «deputati, al di là dei gruppi politici di appartenenza, per esercitare, tutti insieme, la necessaria e non più rinviabile pressione sul governo centrale per riprendere e rilanciare la lotta». (f.d.m.)
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