Trionfo Udc, caso nazionale

Partito al 9,44% e al quarto posto in Italia. Undici candidati sopra i cento voti
AVEZZANO. Il trionfo dell’Udc nella città di Avezzano è diventato un caso nazionale: il partito dello Scudo crociato ha ottenuto 2.299 preferenze, pari al 9,44%. Un successone se si considera che le liste del segretario nazionale Lorenzo Cesa a livello nazionale hanno una media del 5%. Meglio di Avezzano, alle amministrative, solo Saviano nel Napoletano (20,6%), Gussago a Brescia (13%) e Tricase in Puglia (10,7%). In caso di vittoria al ballottaggio del sindaco uscente Gianni Di Pangrazio lo schieramento otterrà tre seggi in consiglio comunale.
Un risultato storico, come evidenzia anche Enrico Di Giuseppantonio, che dell’Udc è il segretario regionale. «Alla luce dei risultati delle Comunali possiamo senza alcun dubbio affermare che la nostra forza di centro è la più radicata nel territorio», analizza Di Giuseppantonio, «la vitalità del partito si respira in più parti dell’Abruzzo ma ha trovato la sua consacrazione ad Avezzano. L’Udc dimostra di essere radicato e di rappresentare un seme importante e fondamentale per il terreno dell’area politica dei cattolici liberali. C’è stata una rigenerazione completa del partito su base regionale e Avezzano è l’esempio più clamoroso. E se è vero che la Marsica anticipa sempre ciò che accade a livello nazionale in futuro possiamo diventare il timone di un’area politica che rimette al centro i valori della famiglia, l’attenzione sui giovani, sulle piccole e medie imprese, il valore della solidarietà nei confronti delle fasce più deboli della popolazione. Il risultato dell’Udc di Avezzano deve costituire la strada per il riscatto del centro in Abruzzo. Qualcuno ci accusa di aver fatto cambi di casacca? Sono attacchi ingenerosi nei confronti di chi ha dato tanto ad Avezzano, pur nei diversi ruoli. Persone il cui comune denominatore è stato l’appartenenza a una stessa area. Chi dice queste cose vuole solo denigrare e a mio giudizio sul terreno politico deve esserci confronto e non scontro. Tutti i protagonisti dell’Udc di Avezzano hanno una perfetta coerenza con la storia e la cultura politica del dopo-Democrazia cristiana».
Ma chi sono gli artefici del successo? In prima fila il navigato Lino Cipolloni, da 27 anni in consiglio comunale. Cipolloni, che è anche il segretario provinciale dell’Udc, ha ottenuto 385 preferenze. Seguito da Luigia Francesconi (370), dirigente della Saes e moglie dell’ex componente della giunta, Lorenzo De Cesare, e dall’assessore uscente Antonio Di Fabio (332). Poco staccato il consigliere Rocco Giancarlo Di Micco (270), presidente del Gal Terre Aquilane. Tutti sopra i cento voti anche il medico e presidente della Lilt, Antonio Benedetto Addari (118), la fisioterapista Vincenza Angeloni (119), l’ingegnere Fabio Colabianchi (176), l’impiegata Stefania Marino (165), dirigente Enel, Marco Natale (194), l’avvocato Leonardo Rosa (194), consigliere uscente, e la commercialista Vincenza Roberta Volpe (120).
L’Udc ad Avezzano ha circa 500 tesserati.
«Il nostro successo è frutto di un lavoro fatto in un anno e mezzo», sottolinea Lino Cipolloni, che ha iniziato la sua avventura politica nel 1990, al tempo di Eleuterio Simonelli e nelle fila della Dc, «con un gruppo di amici ci siamo messi all’opera per favorire un progetto politico al servizio della città. E quanto accaduto ad Avezzano sta a significare che i partiti sono ancora fondamentali per la democrazia. Alle Comunali c’erano 24 liste e solo due partiti, noi e il Pd. Tanti gli schieramenti che hanno rappresentato un camuffamento che ha disorientato l’elettore. Siamo noi a fare la vera democrazia partecipata, anche con una mirata dialettica politica. I seggi che avremo sono importanti, ma il risultato è quello di una squadra che ci ha messo la faccia. Sono sempre stato un moderato e credo nella politica seria e concreta. Il mio successo è legato al fatto che so parlare con la gente e so stare in mezzo alla gente. Altri se ne sono andati a tre mesi dalle elezioni».
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