«Troppe aggressioni in carcere»

Nardella (Polizia penitenziaria): situazione difficile in provincia
SULMONA. «I reati in carcere in Italia sono triplicati e le aggressioni nei confronti della Polizia penitenziaria sono quasi raddoppiate: la situazione è al collasso, servono interventi urgenti». Non usa mezzi termini Angelo Urso, segretario generale della Uil della Polizia penitenziaria che manda un grido d’allarme. Un grido che ha già lanciato invano nelle sedi opportune, interessando anche il Ministero del Lavoro. I numeri parlano chiaro: le aggressioni sono passate dalle 344 registrate nel 2013 alle attuali 525; i reati commessi in carcere da 983 a 2.458; gli atti vandalici sono ora 1904 rispetto ai 663 di quattro anni fa mentre le risse tra detenute sono lievitate da 38 a 51. Cifre importanti e preoccupanti che confermano una escalation alla quale occorre porre un freno.
«Anche in provincia dell’Aquila», dichiara il segretario generale territoriale della Uil Mauro Nardella, «nel 2016 non sono mancati casi di violenza perpetrati a danno degli operatori di Polizia penitenziaria mentre non si contano quelle verbali e offensive in tutti gli istituti della provincia. L’ultimo poco prima della fine del 2016 ha riguardato un assistente capo di polizia penitenziaria il quale, per sedare un diverbio tra due detenuti, ha riportato un trauma ad un braccio e per il quale è stato necessario il ricorso a cure mediche. Attualmente il poliziotto si trova in convalescenza anche se non è dato conoscere la prognosi. Purtroppo dobbiamo ancora una volta costatare la mancanza di supporto da parte dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza i quali, seppur molti mesi fa regolarmente eletti, complice un’amministrazione evidentemente poco interessata, non sono stati ancora formati per svolgere regolarmente il loro compito».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

