Troppi evasori, sale la tassa sui rifiuti

23 Marzo 2018

Firmata la delibera che ritocca, anche se di poco, l’importo che i residenti pagheranno per far quadrare il bilancio

SULMONA. Troppi evasori e crediti inesigibili e il Comune aumenta la Tari. Brutta sorpresa nell’uovo di Pasqua per i contribuenti sulmonesi. L'altro giorno infatti è stata firmata la delibera dalla giunta su proposta dall’assessore al Bilancio Stefano Mariani, che ritocca l'importo di quanto i cittadini spendono per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Una decisione assunta, secondo il Comune, per far quadrare i conti tra costi del servizio e ricavi.
L’aumento sfiora lo 0,50% per le utenze domestiche e l’1% per negozi, studi professionali attività produttive rispetto al totale pagato lo scorso anno. Ciò significa che se una utenza domestica ha pagato 300 euro il prossimo anno ne pagherà 301,50. Un aumento quindi contenuto ma pur sempre un aumento. E pensare che solo pochi giorni fa dal Comune erano arrivati tanti elogi ai cittadini per gli eccezionali risultati raggiunti nella raccolta differenziata: in poco meno di sessanta giorni dall’avvio del porta a porta esteso a tutta la città, si è passati dal 60% di Capodanno al 72,7% di febbraio. Risultato che avrebbe dovuto portare, così come annunciato ad inizio servizio da sindaco e assessore al ramo, ad una riduzione sulla bolletta per gli utenti. Obiettivo fallito per quanto riguarda il risparmio ma centrato, secondo il Comune, per i servizi offerti, per la tutela dell'ambiente e per una città più pulita. «Ho preferito aumentare i servizi per i cittadini e tenere più pulita la città», sottolinea l’assessore al bilancio Mariani, «i passaggi per il ritiro dell’organico nelle utenze domestiche, dal 15 giugno passeranno da due a tre a settimana e ci sarà più cura per le strade e le piazze del cuore della città con più lavaggi e più spazzamenti».
Secondo l’assessore Mariani, a incidere poi sulla lievitazione del costo del servizio, ci sarebbero stati circa 70 mila euro previsti e non riscossi tra evasione e crediti inesigibili e altri 80 mila euro che la Regione ha garantito lo scorso anno e che ha, invece, negato per l’anno corrente.
Tutti soldi che se fossero entrati nelle casse del Comune avrebbero portato a un risparmio anche per i cittadini.
«A questo bisogna aggiungere che il conteggio sui costi e sui ricavi, al contrario degli anni precedenti», aggiunge Mariani, «è stato fatto sui dati previsionali e quindi in maniera molto prudente. A fine anno, quindi, si potrebbe generare un ulteriore risparmio che oggi, però, non possiamo dare per certo. Risparmio che potrebbe portare a rivedere le decisioni attuali».
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