Troppi furti, la 4Pharma decide di lasciare la città

3 Novembre 2015

L’azienda farmaceutica pronta a chiudere dopo il terzo colpo subìto in tre mesi I responsabili dello stabilimento: «La zona industriale è ormai senza controllo»

SULMONA. Troppi furti e un’azienda decide di lasciare la zona industriale di Sulmona. È la clamorosa decisione della 4Pharma, l’azienda che opera nel campo dei medicinali e che dopo aver subito tre pesanti furti in tre mesi, ha deciso di chiudere il capannone di Sulmona per trasferirsi in un’altra città.

«Il Nucleo industriale di Sulmona è senza alcun controllo, lasciato in balìa dei ladri», fanno sapere i responsabili della 4Pharma. «Un’azienda come la nostra, che lavora in un delicato settore come quello farmaceutico, non può vivere con l’ansia e il pericolo di subire furti a ripetizione come quelli di cui siamo vittime ormai da tempo. Una situazione insostenibile che ci costringe, seppur a malincuore, a trovare un’altra sede operativa lontano da Sulmona». L’ultima incursione è quella avvenuta nella notte tra sabato e domenica scorsi. Un furto molto particolare che fa sospettare che chi ha agito sapeva come muoversi e cosa fare. I ladri, infatti, hanno prima rubato un muletto in una falegnameria confinante. Poi sono entrati nel magazzino dell’azienda farmaceutica dove, proprio utilizzando le forche del muletto, hanno aperto un armadio blindato e una cella frigorifera. Forse pensavano di trovare un sostanzioso bottino, magari tanto denaro contante come sospettano sia i titolari dell’azienda che gli investigatori. Ma sia nell’armadio che nella cella frigorifera i ladri non hanno trovato nulla, così sono andati via a mani vuote provocando, però, un danno all’azienda di circa novemila euro. Sulla vicenda sta indagando la polizia che ha eseguire i rilievi e ascoltato anche le aziende confinanti, alla ricerca di indizi per smascherare i responsabili. Un compito che si annuncia arduo. Anche perché la zona, poco illuminata e con la strada di accesso piena di buche e dissestata, è sprovvista di telecamere a circuito chiuso. Sfiduciato dalla situazione in cui versa il nucleo industriale, anche il giovane titolare della Emica, l’azienda che produce lucernai in legno per tetti, in cui i ladri hanno portato via il muletto utilizzato nel raid. «Da tempo ho chiesto al Consorzio di fare qualcosa per migliorare le condizioni di questa zona», dice Mirko Spoletini, «ma mi è stato sempre risposto che non ci sono soldi. Alcuni mesi fa all’Emica furono rubati un furgone e dei computer».

Claudio Lattanzio

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