«Troppi ragazzi schiavi del web»

25 Maggio 2017

Dibattito a Celano con gli alunni. L’assessore-insegnante: crisi di astinenza coi telefonini spenti in aula

CELANO. Un tempo si diceva che la televisione poteva essere cattiva maestra. Adesso i pericoli arrivano dal web, la nuova “droga”. Se ne è parlato all’auditorium Fermi di Celano nel corso di una conferenza dal titolo “Dipendenza da Internet: educare e prevenire”. Incontro organizzato dall’Associazione culturale marsicana in collaborazione con l’Istituto omnicomprensivo “Tommaso da Celano”. I lavori sono stati aperti dall’intervento di Emanuele Nicolini, presidente dell’Associazione culturale marsicana. Nicolini ha sottolineato la necessità «di un intervento educativo e preventivo circa la dipendenza da internet a più livelli: familiare, scolastico e socio-sanitario».
La dirigente della scuola, la professoressa Vincenza Medina, ha invitato le famiglie e i docenti «a educare allo sviluppo dello spirito critico nei ragazzi, come mezzo per un uso consapevole del web».
L’assessore alla Cultura Eliana Morgante, che è anche insegnante dell’Istituto tecnico economico, ha denunciato «vere e proprie crisi di astinenza negli allievi invitati a spegnere i cellulari durante le lezioni».
Sono seguiti, poi, gli interventi degli ospiti. Il professor Enrico Pendenza, docente di Igiene all’Università dell’Aquila, ha illustrato in generale l’argomento, riportando i dati statistici allarmanti sul tempo che i ragazzi trascorrono navigando nella rete e chiarendo il concetto di dipendenza come «rapporto di subordinazione» che rende schiavi. Il professor Carmine Marini, docente di Neurologia, ha parlato dei vantaggi e degli svantaggi legati all’uso di internet e si è soffermato sulle patologie neurologiche collegate a un utilizzo smodato del web e dei social network.
Infine, l’intervento del professor Enrico Ricevuto, docente di Oncologia, che è intervenuto sulla necessità di «recuperare la dimensione umana della comunicazione, quella che si svolge in presenza, con la condivisione degli spazi, del registro verbale e non verbale e della sfera emotiva, di contro a quella virtuale, fredda e falsata».
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