Troppi scontri mortali: appello per la sicurezza

Nello scorso dicembre la scomparsa di Bascarin e dei giovani Tresca e Ammannito Il consigliere comunale Nardantonio: «Viabilità a rischio, vani i nostri richiami»
L’AQUILA. La quarta vittima della strada nel giro di un mese e mezzo. Il 2021 si apre così come si era chiuso l’anno precedente. Che a dicembre aveva fatto registrare tre decessi causati da altrettanti incidenti stradali. Il primo l’11 dicembre, avvenuto sulla strada Mausonia, costato la vita all’85enne Gino Bascarin, che si è spento alcuni giorni dopo il ricovero in ospedale. Il 15 dicembre, poi, sulla statale 17, la morte di Danilo Tresca, 24 anni, progettista d’interni residente a Palombaia di Tornimparte, dopo uno schianto avvenuto a poca distanza dal bivio per Casale Signorini. Infine, appena due giorni dopo, il 17 dicembre, la morte di Francesca Ammannito, di 34 anni, di Sassa, dopo un incidente avvenuto sempre sulla statale 17, lungo il rettilineo di Sassa Scalo, all’altezza della stazione ferroviaria.
GLI APPELLI NEL VUOTO. Non si dà pace Antonio Nardantonio. Il consigliere comunale espressione della frazione di Preturo e presidente dell’Aduc (Amministrazione del Dominio dei Beni di Uso Civico) ha un voluminoso carteggio sulla Provinciale 33 Preturo-Coppito e le sue annose problematiche. «Sono anni che abbiamo segnalato la pericolosità della strada», dice Nardantonio, «e lo abbiamo fatto con petizioni, raccolte di firme, appelli sulla stampa. Tutto è risultato vano. Abbiamo fatto la richiesta alla Provincia per installare i dossi, che non sono stati mai autorizzati. La sistemazione dei segnali con i lampeggianti per il rilevamento della velocità non basta. È rimasta inevasa anche la nostra proposta, fatta anni fa, di realizzare una rotatoria in corrispondenza del bivio per l’aeroporto. In tal modo si potrebbe “spezzare in due” il lungo rettilineo che viene percorso a folle velocità dalle auto».
Un altro problema è quello delle banchine stradali, inesistenti. «Mancano del tutto i marciapiedi», prosegue Nardantonio, «e, soprattutto in inverno, chi cammina ai margini della strada rischia di essere travolto. Le paline delle fermate dei pullman sono sul ciglio della strada e non sono illuminate. Per chi prende il bus, ogni volta è un terno al lotto. Infine, il fondo stradale è del tutto sconnesso. Le toppe non bastano più. Una strada dimenticata da tutti. Eppure, se fossimo autorizzati, agli interventi potremmo pensare noi come Aduc».(e.n.)
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