Trovati i soldi per il ponte di Belvedere

23 Ottobre 2020

Demolizione e ricostruzione, i 4,8 milioni necessari saranno reperiti pescando dal progetto per viale della Croce Rossa

L’AQUILA. Il Comune ha trovato i soldi per la demolizione e ricostruzione del Ponte Belvedere. Come è noto quello del finanziamento era uno dei maggiori problemi per rifare il cavalcavia. Il nodo è stato sciolto con un “magheggio” finanziario.
I COSTI. In breve: il nuovo ponte, così come da una prima stima, costa 4,8 milioni. Il Comune ha in “cassa” solo un milione (delibera Cipe 43/2012). Come trovare il resto? Presto fatto: un milione sarà prelevato dagli impegni di spesa del capitolo di bilancio 526600 relativo a spazi pubblici e strade (delibera Cipe 135 del 2012). In questo capitolo di bilancio c’è anche l’impegno 171 del 2016 che si riferisce al progetto di valorizzazione di viale della Croce Rossa che ha in “pancia” 10 milioni. Quindi 2,8 milioni saranno di fatto tolti al progetto di viale Croce Rossa e poi si vedrà come recuperarli (cioè richiederli alle finanze pubbliche). Se si tiene conto che dal progetto preliminare di viale Croce Rossa emerge che, per fare tutti i lotti previsti, ci vogliono più di 13 milioni significa che dopo il prelievo per il Ponte Belvedere ne mancheranno 6, quindi il “nuovo” viale Croce Rossa lo vedremo fra un bel po’ di anni. Si tratta di scelte politiche di cui va preso atto.
LA DELIBERA. Le coperture economiche per il Ponte Belvedere sono indicate nella delibera pubblicata 5 giorni fa sull’albo pretorio con la quale viene ufficializzata la scelta del “ponte strallato” che ha spazzato via l’idea progettuale dell’archistar tedesca Volkwin Marg e ancora prima quella della ditta Unirest e ancora prima il cosiddetto progetto Romolini (costo 2 milioni) per il quale all’epoca non c’erano i soldi che oggi sono stati trovati. Con l’atto di giunta si “approva la soluzione indicata nel progetto di fattibilità tecnico-economica delle alternative progettuali come opzione “Ponte Strallato” in quanto, oltre ad essere quella economicamente meno onerosa, garantisce la costruzione del nuovo Ponte senza necessità di intervenire sugli edifici sottostanti, senza generare nuovi ostacoli ai sottoservizi cittadini e riducendo notevolmente l’interruzione di via Fontesecco. Inoltre, la semplicità dello schema strutturale, utilizzato ultimamente in varie realizzazioni in Italia, e la leggerezza dell’intera struttura garantiscono, non solo il minimo scostamento dal modello teorico su cui fondare le valutazioni di comportamento statico e dinamico, ma anche un segno distintivo della città come porta di ingresso al centro storico”. Le opzioni proposte dalla Bridge Engineering srl, Mele Engineering (che aveva risposto all’avviso pubblico per la progettazione e su cui era caduta la scelta del Comune) erano tre e fra queste anche quella di Marg che però è stata scartata (pare costasse più di 5 milioni) . La costruzione del nuovo ponte non prevede per ora l’abbattimento del palazzo al civico 29. Alla fine della delibera c’è il passaggio sulla copertura dove si legge: “Si dà atto che l’intervento trova copertura sui capitoli di bilancio 301700 (impegni 5326/2016 e 431/2017) e 526600 (impegni 4350/2015, 174/2016, 4790/2016, 7322/2016, 1186/2018, 434/2019) e per la differenza si autorizza l’utilizzo di parte dell’impegno 171/2016 modificando la destinazione originaria di detto impegno prevista con deliberazione di giunta 417/2020 e 213/2019 (che riguardano viale Croce Rossa ndr); si dà infine atto che con successiva variazione di bilancio si provvederà all'aumento dello stanziamento in entrata e in uscita dei relativi capitoli previsti per la Cipe 43/2012 e alla rimodulazione degli interventi previsti per la delibera Cipe 135/2012”.
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