Trovato morto l’imprenditore Scimia

23 Marzo 2022

Ha lasciato un biglietto ai familiari: movente legato a problemi economici. Aveva 66 anni. Gli amici: «Un gran lavoratore»

L’AQUILA. Un noto imprenditore aquilano è stato trovato senza vita. Pino Scimia aveva 66 anni ed era il titolare di L’Aquilagel, avviata azienda di prodotti surgelati all’ingrosso che riforniva dai piccoli supermercati alle catene della grande distribuzione.
LA TRAGEDIA
La tragedia si è consumata ieri, verso l’ora di pranzo. Il grossista viveva con la famiglia all’ingresso della frazione di Roio Piano, ma era originario di Bagno dove aveva alcune proprietà. Scimia è stato ritrovato senza vita all’interno di una rimessa non molto distante dalla chiesa parrocchiale di Bagno. A trovare il suo corpo senza vita è stato un familiare che ha tentato il possibile allertando immediatamente il 118. Purtroppo per Scimia era troppo tardi, il personale sanitario arrivato a bordo di un’ambulanza non ha potuto fare altro che constatare il decesso. Sul posto sono arrivati anche i carabinieri dell’Aquila. Della tragedia è stata informata la Procura cittadina. Il magistrato di turno, Roberta D’Avolio, ha disposto che venga effettuata l’autopsia per fare piena luce sulle cause del decesso. La salma dell’imprenditore è a disposizione della magistratura all’obitorio del San Salvatore. Questa mattina, alle 13.30, verrà affidato l’incarico al medico legale Giuseppe Calvise. Un biglietto di scuse lasciato ai familiari, in cui l’imprenditore ha fatto riferimento a questioni economiche, fa propendere gli investigatori per il gesto estremo.
CHI ERA
Dopo diciannove anni da venditore di gelati Motta per un concessionario della città, Scimia si ritrova senza lavoro. Ma piuttosto che piangersi addosso, l’uomo si rimbocca le maniche e decide di mettersi in proprio aprendo nel 1999 un ingrosso. L’azienda inizia la sua attività solo con la vendita del gelato Sammontana. Grazie all’aiuto della sua famiglia e alla crescente richiesta dei clienti l’attività prende piede e dopo neanche due anni si trasferisce in uno stabilimento più ampio nella zona artigianale di Pile. Con il terremoto del 2009 lo stabilimento non aveva subìto grandi danni strutturali. La paura di un futuro incerto in una città devastata dal sisma non spaventa il grossista che con caparbietà e l’aiuto della famiglia, dei collaboratori e degli amici riesce a ripartire rapidamente. Nel 2014 l’azienda si trasferisce ancora una volta nel nucleo industriale di Pile dove si trova tutt’ora.
IL RICORDO
La notizia della morte di Scimia si è presto diffusa in città suscitando profonda commozione tra parenti, amici e conoscenti. L’imprenditore viene ricordato come una persona perbene dedita al lavoro e alla famiglia, impegnato in politica e anche nel sociale. Negli anni Novanta era stato eletto presidente della circoscrizione della frazione di Bagno. Un caro amico del suo paese di origine lo ha dipinto come «un uomo buono, sensibile e impegnato nel sociale». La data dei funerali non è stata ancora fissata: sarà necessario attendere il nulla osta del magistrato per la restituzione della salma alla famiglia dopo gli esami medici disposti dalla Procura. Il titolare dell’Aquilagel lascia la moglie Agata Di Cola e i due figli Alessandro, che lavorava a fianco del padre nell’azienda di famiglia, e Federica.
©RIPRODUZIONE RISERVATA