Trovato morto nel canale, indagato l’amico

L’ipotesi di reato per Biagio Paraninfi è di omicidio stradale. Sulla vicenda tanti gli interrogativi ancora senza risposta
LECCE NEI MARSI. È indagato per omicidio stradale il conducente dell’auto, coinvolta in un misterioso incidente, a bordo della quale viaggiava anche Cesidio Valletta, il 35enne di Lecce nei Marsi ritrovato senza vita in un canale del Fucino a quattro giorni dal suo allontanamento da casa.
Nel registro degli indagati è finito Biagio Paraninfi, 38 anni, anche lui di Lecce. Titolare dell’inchiesta è il sostituto procuratore Maurizio Maria Cerrato. La sera di lunedì l’auto guidata dall’indagato ha sbandato ed è uscita fuori strada finendo nel canale. Allertati dal segnale gps, sul posto si sono precipitati i familiari del conducente per accompagnarlo al pronto soccorso. Un particolare emerso solo il giorno del ritrovamento del cadavere. L’uomo è stato sentito dagli investigatori che dovranno far luce sulla vicenda che presenta molti lati oscuri. Secondo quanto finora emerso, Paraninfi avrebbe omesso di parlare della presenza della vittima nell’auto, forse nel tentativo di coprire l’allontanamento dell’amico da casa. Al momento resta sconosciuto il motivo per il quale l’indagato non si sia sincerato subito dopo l’incidente delle condizioni di salute di Valletta. A questo e altri interrogativi stanno cercando di dare risposte i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile di Avezzano, guidati dal tenente Bruno Tarantini. L’attività d’indagine prosegue a tutto campo, con gli inquirenti che non sembrano tralasciare nessuna ipotesi. La pista investigativa più battuta resta quella del misterioso incidente stradale, ma si lavora anche per cercare di ricostruire spostamenti e incontri avvenuti nelle ultime ore di vita di Cesidio Valletta. Indizi utili alle indagini potrebbero provenire dall’auto e dal cellulare rinvenuto addosso alla vittima, entrambi posti sotto sequestro.
I militari sperano di poter tracciare gli spostamenti dei due amici e capire se la vittima, dopo l’incidente, sia riuscito in qualche modo ad allontanarsi magari verso il luogo in cui è stato poi ritrovato privo di vita. Ieri, carabinieri e vigili del fuoco sono tornati anche sul luogo della tragedia per ispezionare la porzione di canale, dove in questi giorni c’è pochissima acqua, che attraversa strada 26 in cerca di ulteriori elementi. Si tratta di circa 300 metri che separano il luogo dell’incidente da quello del ritrovamento del corpo. Una prima ricognizione cadaverica ha escluso l’ipotesi dell’omicidio. Tuttavia, determinante ai fini dell’indagine sarà il responso dell’autopsia che permetterà di stabilire la cause e il momento del decesso. L’esame verrà eseguito domani alle 10.30 dal consulente Cristian D’Ovidio, incaricato dalla Procura di Avezzano. La famiglia della vittima è assistita dall’avvocato Berardino Terra.
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