Trovato morto nel sacco a pelo: mistero

Il corpo in avanzato stato di decomposizione appartiene a un anziano di cui al momento non si conosce l’identità
ANVERSA DEGLI ABRUZZI. È giallo sul ritrovamento di un cadavere in avanzato stato di decomposizione. Il corpo è stato ritrovato all’interno di un sacco a pelo al margine della strada per Scanno che sale a Castrovalva, la piccola frazione di Anversa degli Abruzzi. Da una prima ricognizione sembra che il corpo appartenga a un anziano dall’apparente età di 80 anni, di cui al momento non si conosce l’identità. A trovare il cadavere sono stati ieri mattina due escursionisti che stavano percorrendo il sentiero verso il villaggio di Castrovalva, quando hanno visto il sacco a pelo spuntare tra la vegetazione. Si sono avvicinati e all’interno hanno trovato il corpo di un uomo con il volto sfigurato. Immediato è partito l’allarme. Pochi minuti dopo i carabinieri della stazione di Anversa erano sul posto.
Secondo il medico legale intervenuto per accertare le cause del decesso il cadavere potrebbe essere stato in quel luogo per una settimana forse, anche dieci giorni, tenuto conto dell’avanzato stato di decomposizione in cui è stato trovato. A sfigurare il volto, poi, sono stati gli animali e il caldo di questi giorni che ne hanno accelerato il processo di alterazione. Al momento i carabinieri non escludono alcuna ipotesi e si fa sempre più consistente la probabilità che si sia trattato di un omicidio, forse compiuto altrove, con il corpo nascosto nel sacco a pelo e portato in quel dirupo. Sul corpo non sono stati rilevati segni di violenza né ferite da trascinamento, ma questo non esclude l’ipotesi di omicidio. Sul caso la Procura della Repubblica di Sulmona ha aperto un’inchiesta, disponendo l’autopsia e ordinando il trasferimento del cadavere nell’ospedale “Santissima Annunziata” di Chieti. Tuttavia i carabinieri battono anche altre piste, non escludendo l’ipotesi di un malore per abuso di farmaci o di un avvelenamento.
Oltre alle forze dell’ordine sul posto anche il sindaco di Anversa, Gianni Di Cesare, rimasto scosso dal caso. «È la prima volta che nel nostro paese avviene un episodio simile», ha commentato, «e ci lascia sconcertati. Di sicuro quel cadavere appartiene a un forestiero perché, se fosse stato uno dei nostri concittadini, lo avremmo saputo subito». Anche i residenti del piccolo borgo – in cui vivono solo 11 persone, ma che in questo periodo si risveglia con centinaia di turisti che si sistemano nelle case vuote d’inverno – spinti dalla curiosità e dall'allarme provocato dall'episodio sono scesi ai piedi di Castrovalva per rendersi conto di persona dell'accaduto. «Speriamo si sia trattato di un malore e non di un delitto», rifletteva una donna, «questo posto incontaminato non deve essere macchiato da un fatto di sangue».
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