Trovato morto nell’auto, il pm indaga

15 Dicembre 2018

Camarda, un passante lo nota e chiama la polizia. Disposta l’autopsia del 47enne per accertare le cause del decesso 

L’AQUILA. Lo hanno trovato senza vita, intorno alle 8,30 di ieri mattina, all’interno della sua automobile trovata ferma ai lati della strada quasi al termine di via Assergi, una via che porta dal centro storico di Camarda alla statale 17 bis. Per Giambattista Cialone, 47 anni, residente nella stessa frazione aquilana, non c’era più nulla da fare.
L’uomo, un piccolo imprenditore, molto probabilmente era uscito di casa nelle prime ore del mattino per andare al lavoro.
In un primo momento si era pensato che potesse aver avuto un malore, in conseguenza del quale, successivamente, avrebbe potuto perdere il controllo dell’auto, il che lo avrebbe spinto ad accostare il mezzo e a fermarsi. Tuttavia, pur percorrendo con l’automobile un tratto in discesa, non sono stati trovati frammenti di carrozzeria a terra oppure altri segnali che possano far pensare a un incidente. L’auto era ferma, e al suo interno c’era un uomo che non dava segni di vita. Questo il racconto che un passante ha reso alla polizia, intervenuta per i primi controlli. Contestualmente è stata allertata anche la centrale operativa del 118. Ma i medici non hanno potuto far nulla per salvarlo: l’uomo era già morto da almeno un paio d’ore, secondo le prime ipotesi comunque al vaglio degli investigatori. E che dovranno essere suffragate da ulteriori e più approfonditi accertamenti.
Il sostituto procuratore di turno, Roberta D’Avolio, ha disposto l’autopsia per fare chiarezza sulle cause della morte. Con ogni probabilità, l’esame verrà eseguito nella giornata di oggi. Contestualmente, verranno effettuati anche gli esami tossicologici tesi a individuare la presenza di elementi che possano far ipotizzare l’avvenuta assunzione di farmaci oppure di altre sostanze.
Giambattista Cialone era conosciuto nella frazione pedemontana di Camarda. Nel 2009 aveva incontrato una ragazza sarda che si trovava a Camarda insieme a un gruppo di protezione civile arrivato dalla Sardegna per partecipare alle operazioni di soccorso alla popolazione durante l’emergenza post-terremoto. Con la giovane volontaria era nata una relazione sentimentale durata qualche tempo. Tutti lo ricordano in paese come una brava persona e senza apparenti problemi.
Le indagini sono affidate alla squadra Mobile, sotto il coordinamento del nuovo dirigente Marco Mastrangelo, che si è da poco insediato nel suo nuovo incarico. (cr.aq)
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