Truffa all’Inps, blitz della Finanza

8 Luglio 2014

Aziende fittizie a Luco dei Marsi, perquisizioni nei confronti di sei indagati

LUCO DEI MARSI. Aziende esistenti solo sulla carta con numerosi dipendenti, per la maggior parte extracomunitari, con lo scopo di far ottenere indennità di disoccupazione agricola, maternità e malattia.

Scattano le perquisizioni da parte della Guardia di finanza nei confronti di sei indagati. Il reato contestato è quello di truffa aggravata nei confronti dell’Inps.

Ieri mattina, su disposizione del pubblico ministero Guido Cocco, sono stati sottoposti a perquisizione personale e dei locali, L.C., 63 anni, residente a Luco dei Marsi, M.A. (35) marocchino residente a Luco, G.F. (46) di Luco, R.E.F. (30) marocchino residente a Trasacco, L.C. (64) di Luco e D.A. e (61) di Luco.

Le indagini della Finanza sono partite l’anno scorso e sono dirette a dimostrare l’esistenza di una vera e propria associazione a delinquere, tra persone del posto e immigrati. I finanzieri sono arrivati alle perquisizioni di ieri, dopo aver già eseguito degli accertamenti negli uffici dell’Inps.

Nel procedimento emergono incongruenze sul numero degli operai assunti, apparso sproporzionato rispetto alle potenzialità economiche di alcune aziende agricole operanti nella zona di Luco dei Marsi. Lo scopo della truffa sarebbe stato quello di far percepire a decine di persone, senza che in realtà lavorassero, indennità di disoccupazione agricola, assegni nuclei familiari, maternità e malattia.

Gli imprenditori, dunque, si sarebbero inventati rapporti di lavoro, in realtà inesistenti. I finanzieri hanno ora sequestrato la documentazione custodita nelle sedi legali di cinque tra società e cooperative.

Nei mesi scorsi, è stato anche ispezionato lo studio di un commercialista di Avezzano, in cui è stato già sentito uno degli indagati, considerato che né lui, né la società a lui intestata, è mai stato proprietario di terreni agricoli e nemmeno di mezzi per lavorarli.

Due degli imprenditori indagati sono difesi dall’avvocato Emilio Amiconi.

Magda Tirabassi

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