Truffa dei contatori: in 8 a giudizio

18 Febbraio 2015

Ex dirigenti del Consorzio acquedottistico e imprenditori accusati di aver causato danni per 1,6 milioni

AVEZZANO. Sono stati rinviati a giudizio per turbativa e altri reati a vario titolo. Si tratta di otto persone, tra vertici del Cam nel periodo che va dal 2003 al 2006 e imprenditori. La truffa ipotizzata dalla Procura di Avezzano ammonta a un milione 684 mila e 926 euro ai danni del Consorzio acquedottistico marsicano (Cam).

Davanti al collegio del tribunale di Avezzano finiranno il 15 ottobre, oltre all’ex presidente del Cam, Francesco Magnante, e all’ex direttore generale Giacomo Morgante, anche Elino Melatti, Paolo Francesco Bianchi, Corrado Rossi, Giuseppe Gagliardi, Enrico De Tiberis ed Ernesto Croce.

Magnante è accusato di turbativa d’asta e di truffa aggravata, mentre Morgante anche di truffa aggravata e corruzione. Dall’indagine è emerso, secondo la tesi accusatoria del pm Roberto Savelli, un danno patrimoniale a carico dell’ente pubblico e l’irregolare aggiudicazione dell’affidamento della rilevazione delle utenze sconosciute. Sarebbero state turbate le gare di appalto bandite dal Cam per gli acquisti dei contatori e dei pozzetti relativi agli anni 2003, 2004 e 2005, nonché la gara d’appalto bandita il 13 ottobre 2006 per l’accertamento delle cosiddette “utenze sommerse”.

Secondo quanto appurato nel corso delle indagini dal pubblico ministero, il 31 ottobre 2006 Giacomo Morgante ed Elino Melatti avrebbero ricevuto da Bianchi la somma di 5mila euro «come parziale corrispettivo per aver compiuto atti contrari ai loro doveri di ufficio-servizio», come è riportato nell’avviso di conclusione delle indagini. Il collegio difensivo è composto da Emiliano De Amicis, Pasquale Milo, Virginia Buonavolontà, Paolo Di Cesare e Antonio Milo, mentre la parte civile (il Cam e il Comune di Carsoli) è assistita dagli avvocati Anselmo Del Fiacco ed Emilio Amiconi. (p.g.)

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