Truffa in ospedale, arrestato dipendente

1 Novembre 2019

Il 39enne portava a casa un oppiaceo sintetico: in 6 mesi sottratte medicine per 22mila euro dalla farmacia dell’Annunziata

SULMONA. Falsificava le ricette per ottenere dal farmacista dei medicinali a base di Fentanyl, un oppiaceo sintetico che viene utilizzato per la terapia del dolore. In sei mesi, secondo le accuse, è riuscito a procurarsi medicinali per un valore di circa 22mila euro. A mettere fine alla particolare attività messa su da un dipendente dell’ospedale di Sulmona ci hanno pensato i carabinieri coordinati dal capitano Maurizio Dino Guida, che dopo averlo atteso all’uscita della farmacia Del Monte, nella zona di Porta Napoli, hanno fatto scattare l’arresto.
Protagonista della vicenda un uomo di 39 anni originario del Molise, Luigi Prignani, domiciliato da tempo a Sulmona. Ieri mattina, al termine dell’udienza di convalida, il gip del tribunale peligno ha disposto nei confronti del molisano la misura cautelare gli arresti domiciliari con la possibilità di raggiungere il posto di lavoro.
Il giudice, dopo aver letto le memorie difensive preparate dal suo difensore, l’avvocato Massimo Carugno, gli ha infatti contestato solo la truffa ai danni dello Stato facendo cadere le ipotesi di peculato e detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio contestate dai carabinieri subito dopo l’arresto. Davanti al gip, l’arrestato ha ammesso di essersi prescritto autonomamente dei farmaci ma ha pure spiegato che quei medicinali erano necessari per il suo uso esclusivamente personale in quanto affetto da una patologia particolarmente dolorosa. Gli accertamenti dei carabinieri hanno consentito anche di scoprire la totale estraneità da parte del medico il cui timbro era stampato sulle false ricette, oltre a recuperare altre ricette in bianco pronte per essere utilizzate alcune di queste, illecitamente acquisite nel 2017 all’ospedale di Larino, ed altre già timbrate sempre con il timbro dello stesso medico che era all’oscuro di tutto. «Sono parzialmente soddisfatto» dichiara l’avvocato Massimo Carugno «avevamo auspicato una revoca della misura cautelare ma non si può sottacere con soddisfazione che nel provvedimento il giudice abbia escluso, come abbiamo chiesto e documentato, la sussistenza del reato più grave e cioè relativo alla detenzione di farmaci ai fini di spaccio, riconoscendo che l’imputato li abbia detenuti ai fini propri per curare gravi patologie cui è affetto». Il gip, come detto, ha concesso al molisano di poter tornare regolarmente al lavoro. Anche se, con molta probabilità l’Asl, così come viene fatto di solito in questi casi, apra un fascicolo interno per accertare se effettivamente le cose sono andate in questo modo e se l’uomo ha effettiva necessità di curarsi con il particolare medicinale.
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