Truffe in vacanza, i consigli utili

La polizia postale a chi prenota sulle piattaforme online: «Mai pagare la caparra con un bonifico»
L’AQUILA. Prenotare online l’alloggio per le vacanze ma poi accorgersi che l’alloggio affittato non esiste. È l’incubo della truffa dell’appartamento “fantasma”. «Sempre più persone scelgono di organizzare in totale autonomia le vacanze e questa tendenza ha attirato purtroppo l’attenzione dei malintenzionati», scrive la questura dell’Aquila, trasmettendo i consigli utili scritti dalla polizia postale con Airbnb, una delle piattaforme web di intermediazione più utilizzate dai turisti.
Innanzitutto si consiglia di fare attenzione agli annunci in cui «il proprietario dice di essersi appena trasferito all’estero e perciò non può accogliere di persona l’affittuario», in cui il proprietario «ha creato un annuncio su un sito di seconda mano o immobiliare, ma appena gli vengono chieste ulteriori informazioni propone di continuare la conversazione per posta elettronica o messaggistica» e in cui il proprietario «è amichevole e propone un bello sconto, annullando la prenotazione sulla piattaforma ufficiale e passando a trattare privatamente». Quindi i «consigli per non farsi ingannare». Il primo: «Occhio a link condivisi via email o dai social». Il secondo: «Occhio ai siti-clone». Il terzo: «Nessuna trattativa fuori dai siti ufficiali». Il quarto: «Attenzione alla lettura dell’annuncio. Dovrebbero allarmare un prezzo troppo competitivo, descrizioni vaghe e mancanza di recensioni». Il quinto: «Nessun bonifico per pagare. Se viene proposto di inviare una caparra, non bisogna fidarsi». Il sesto: «Attenzione agli alloggi “esca”, quando viene chiesto all’utente un cambio di sistemazione». Infine il settimo, che riguarda nello specifico Airbnb e sistemi simili: «Airbnb non è un’agenzia immobiliare, non ha proprio personale». (l.t.)

