Tute in soffitta, in fabbrica operai in jeans

La Don The Fuller fornirà alla Redbox di Pomezia pantaloni griffati per i suoi 120 dipendenti
SULMONA. Jeans di qualità e personalizzati al posto delle tute: Don The Fuller, azienda sulmonese leader del denim, con base operativa nel Teramano, li realizzerà con un’etichetta dell’azienda per la Redbox Srl di Pomezia (Roma) che li ha commissionati per i suoi 120 dipendenti. La Redbox è un’industria manifatturiera con lavorazioni automatiche e manuali che produce packaging in cartone ondulato. «Una scelta», dicono le due aziende, «che mira a identificare il dipendente con l’azienda e a garantire confort sul luogo di lavoro. Il tessuto utilizzato, infatti, è super resistente ed è stato effettuato solo un lavaggio con ammorbidente senza mutare il colore originale del jeans. L’obiettivo è riportare il jeans alle sue origini e utilizzarlo anche come indumento da lavoro così come facevano i cercatori d’oro in America e successivamente gli operai impiegati nella realizzazione dei primi grattacieli di Manhattan. Ma non solo. Attraverso questa collaborazione con Redbox srl, Don The Fuller analizzerà i jeans utilizzati dai lavoratori e, tra qualche anno, prenderà spunto per una nuova ricerca del vintage del jeans utilizzato in fabbrica durante le ore lavorative».
«Oggi la ricerca del fashion e del vintage», spiega Mauro Cianti, amministratore delegato della società, «è sempre più artefatta dalla tecnologia e dalla copia del vintage non originale. Questo nuovo progetto, invece, rappresenta un modo sicuro per ottenere interessanti spunti per la nostra ricerca. Il jeans», sottolinea, «è come una scatola nera della vita di chi lo indossa, ne registra le abitudini e i movimenti, stampa in modo indelebile gli attrezzi di lavoro a contatto con il pantalone».
«Abbiamo scelto i jeans Don the Fuller per i nostri dipendenti di Roma e di Milano», spiega Diego Meuti di Redbox Srl, «ritenendo che anche lo stile dell’abbigliamento dei lavoratori sia importante. Nelle varie visite che riceviamo dai più noti brand owner mondiali nei segmenti del mass market e del lusso», sottolinea, «ci distinguiamo anche per i capi indossati dai nostri dipendenti. Siamo molto orgogliosi di questo progetto interamente Made in Italy anche nella fase di studio e di analisi del capo». Il progetto mira ad allargarsi anche ad altri settori, tra cui l’edilizia e la grande distribuzione. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

