Uccisa in casa a 46 anni

Il corpo nudo trovato sul letto, segni di violenze: sospetti sul compagno
INVIATO A CARSOLI. L’orrore si spalanca agli occhi dopo aver salito cinque gradini e una scala a chiocciola di una casa al civico 6 di via Carlo Scarcella. In una stanza al primo piano, su un materasso, c’è il corpo nudo di una donna e accanto ciò che resta di una bistecca. Ovunque rifiuti. Sul quel corpo smagrito sono evidenti dei lividi, tanti, e sul fianco una ferita sospetta. Come sospetta è la fine di Violeta Blindescu, la vittima di questo giallo che si consuma nel silenzio di una manciata di case nella parte vecchia di Carsoli.
CHI ERA. La donna era nata il 24 marzo di 46 anni fa a Bucarest, in Romania, e da 9 abitava nel paese marsicano. Faceva la badante a Roma e in passato aveva lavorato come lavapiatti in qualche ristorante della zona.
S’INDAGA PER OMICIDIO. Il sostituto procuratore della Repubblica di Avezzano, Maurizio Maria Cerrato, ha aperto un’inchiesta per omicidio. Il sospettato principale, per il quale potrebbe scattare il fermo nelle prossime ore, è Dan George Gabinat, anch’egli 46enne, connazionale della vittima. Potrebbe avere assassinato la compagna. Troppe e discordanti le sue dichiarazioni e le ricostruzioni fornite ai carabinieri. Gli inquirenti sospettano che l’uomo, che in paese svolge lavori saltuari, possa avere riempito di botte la 46enne, per poi tentare di cancellare le prove. L’autopsia dirà se ci si trova di fronte all’ennesimo caso di femminicidio in Abruzzo. La salma è stata portata all’obitorio dell’ospedale di Avezzano e stamattina il pm Cerrato affiderà l’incarico all’anatomopatologo Cristian D’Ovidio.
SANGUE E SOSPETTI. Se gli esami dovessero confermare i sospetti per Gabinat si spalancherebbero le porte del carcere. A suo sfavore ci sono i primi indizi raccolti dai militari. Quelli di Carsoli, agli ordini del maresciallo Umberto Massimo Cicone, nel corso di una perquisizione, hanno trovato due borse da donna nella casa del sospettato. Dentro c’erano lenzuola lavate e non asciugate. I primi rilievi hanno scoperto delle tracce di sangue. E dal combur test eseguito dai carabinieri del nucleo investigativo dell’Aquila, agli ordini del maggiore Edoardo Commandè, sono saltate fuori macchie ematiche sul cuscino accanto al corpo. Ma lo stato di degrado all’interno dell’abitazione, che mina fortemente la scena dell’eventuale crimine, non agevola gli investigatori nella ricerca della verità.
TELEFONATA AL 112. Sul posto sono intervenuti anche i medici legali della Asl, Domenico Paradiso e Domenico De Rubeis, e tutte le attività sono state supervisionate dal capitano dei carabinieri della compagnia di Tagliacozzo, Silvia Gobbini. L’allarme è stato lanciato tra le 11.30 e le 11.45 dallo stesso compagno della donna, con una telefonata al 112. «Ero andato a portarle il pranzo, l’ho trovata morta», ha raccontato il romeno. I due si frequentavano da circa otto anni. L’uomo ha sottolineato che Violeta era viva fino alla mattina . Circostanza impossibile per gli inquirenti, visto che il corpo era in quello stato da almeno due giorni. C’è poi la testimonianza di un vicino di casa ascoltato dai militari. L’uomo ha detto di avere sentito delle urla, un paio di giorni fa, probabilmente un violento litigio.
SI CERCANO PARENTI. I carabinieri hanno avviato ricerche all’ufficio anagrafe del Comune di Carsoli e nell’ambasciata di Romania a Roma alla ricerca di eventuali parenti della vittima. Gabinet è stato accompagnato in caserma e fermato in serata; la casa dell’orrore è stata sequestrata.
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