Uccise in auto Sara Sforza, espulso La questura: «Un pericolo sociale»

Jarrar Ayoub, condannato per l’omicidio stradale della giovane, allontanato con un volo per il Marocco Il 29enne voleva sposarsi per ottenere il permesso di soggiorno ma era stato bloccato dalla Finanza
AVEZZANO. È stato espulso dall’Italia e rimpatriato con un volo di sola andata da Fiumicino a Casablanca. Per le autorità italiane è «un soggetto pericoloso per l'ordine e per la sicurezza pubblica e con gravi precedenti e pregiudizi di polizia». Il cittadino extracomunitario in questione è Jarrar Ayoub, il 29enne di origine marocchina condannato a quattro anni per l’omicidio stradale di Sara Sforza. Gli agenti della polizia di Stato lo hanno scortato fino al Marocco visto che non aveva mai lasciato l’Italia nonostante fosse stato già espulso e per questo accompagnato in Centri di permanenza per i rimpatri. Era il 2 gennaio di quattro anni fa quando alla guida di un’Alfa Romeo, sotto l’effetto di alcol e droga, Ayuob travolse a tutta velocità la Renaul Twingo sulla quale viaggiavano l’estetista 23enne di Aielli e il fidanzato. Per Sara non ci fu nulla da fare. Morì sul colpo. Una tragedia che scosse profondamente la Marsica. Lo scorso dicembre il marocchino è stato bloccato dalla Finanza prima che convolasse a nozze con la sua compagna italiana dalla quale aspetta un bambino. Dopo aver scontato la sua condanna, Ayoub avrebbe dovuto lasciare l’Italia perché clandestino. Forse per aggirare l’ostacolo, il 29enne ha pensato di convolare a nozze per ottenere il permesso di soggiorno. Solo che la cerimonia in Comune è stata bloccata dalla fiamme gialle dopo che il questore dell’Aquila, Enrico De Simone, gli aveva notificato l’espulsione dal territorio italiano.
L’altro giorno l’assassino di Sara Sforza, è stato accompagnato dai poliziotti alla frontiera di Roma-Fiumicino e imbarcato su un volo diretto a Casablanca, in Marocco. «Irregolare sul territorio nazionale», fanno sapere dalla questura dell’Aquila, «era destinatario di un provvedimento di espulsione emesso dal prefetto dell’Aquila in quanto soggetto pericoloso per l’ordine e per la sicurezza pubblica e con gravi precedenti e pregiudizi di polizia tra cui rissa, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, truffa, lesioni personali e porto abusivo di armi e di oggetti atti ad offendere. Lo stesso, inoltre, si era reso responsabile nel 2020, di un grave episodio balzato alla cronaca, in quanto alla guida della propria autovettura, dopo aver assunto alcool e sostanza stupefacente, aveva provocato un incidente stradale con esito fatale per una giovane ragazza. In quell’occasione, inoltre, era stato sorpreso in auto con un soggetto già destinatario di provvedimento di cattura». (f.d.m.)
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