Ucciso il cane del vicesindaco

Orrore a Pescina, l’animale era il custode dell’azienda dell’imprenditore noto per le sue battaglie
PESCINA. Avvelenato con un boccone il cane del vicesindaco di Pescina, Tiziano Iulianella. «Lessie era il capo, il guardiano fedele della mia azienda», scrive addolorato su Facebook, «accudiva il mio gregge, intelligente come pochi, un amico vero, sincero e affidabile come nessuno. La cattiveria e la crudeltà verso questo gesto sono ignobili». La tragica scoperta, ieri mattina, quando Iulianella è andato nella sua azienda agricola. «Questa mattina», prosegue, «recandomi alla mia azienda, come di consuetudine, non vedendo arrivare il mio cane, che abitualmente mi viene incontro, inizio a chiamarlo, ma niente, allora decido di andare a cercarlo e lo trovo morto, avvelenato da un boccone buttato da un vile, un vigliacco, da chi non può essere chiamato essere umano, prendersela con un animale indifeso». Il vicesindaco pastore è noto per le sue battaglie a favore e in difesa degli agricoltori e degli imprenditori che operano nel settore. La scorsa estate aveva indetto uno sciopero della fame per protestare contro il blocco dei fondi europei destinati ai pascoli a favore delle aziende agricole ormai in ginocchio. Un nuovo sfogo-denuncia che aveva attirato un forte clamore mediatico e culminato con una lettera al presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio. «Da 30 anni difendo l’identità dell’Abruzzo», denunciava, «da maggio 2018 non ricevo i fondi europei a sostegno della mia attività, chiedo i miei diritti». Iulianella aveva inscenato la protesta fuori da Palazzo Silone all’Aquila per denunciare cavilli burocratici.
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