Ufficio tributi in piazza Il Comune batte cassa

L’assessore Di Stefano: esperimento riuscito, a luglio iniziativa simile sul Piano Case Necessari 20 milioni dal governo per compensare le spese con le minori entrate
L’AQUILA. Alle 12, a due ore dall’apertura, il gazebo coperto montato dal Comune è già stato visitato da una cinquantina di persone.
«Magari fosse sempre così», dice un uomo che ha appena finito di chiedere informazioni sull’Imu della sua abitazione inagibile. C’è chi sfrutta l’occasione per farsi una passeggiata: «Non vengo mai in centro, con questa scusa faccio due passi», racconta una donna. Piace agli aquilani l’iniziativa pensata dall’amministrazione di allestire, per un giorno, l’ufficio tributi a piazza Duomo, in vista della scadenza, fissata per domani, 18 giugno, dei termini per il pagamento dell’acconto di Imu, Tari e Tasi. L’assessore al Bilancio, Annalisa Di Stefano, è soddisfatta: «Abbiamo avuto una risposta molto positiva, è un esperimento che sicuramente ripeteremo. A luglio faremo un’altra iniziativa simile sul Progetto Case».
QUANTO INCASSERÀ IL COMUNE. Quanto entrerà nelle casse del Comune dal pagamento dei tributi locali?
«Il gettito previsto», spiega la Di Stefano «è quello scritto nel bilancio di previsione. Per la Tari parliamo di circa 11 milioni e 650mila euro, per l’Imu di 6 milioni e 800mila euro e per la Tasi di 5 milioni e 500mila euro». Si tratta di cifre crescenti rispetto a quelle degli altri anni – per via del fatto che molte case sono tornate agibili – ma ancora insufficienti a far sì che il Comune possa fare a meno dei trasferimenti statali a compensazione per le maggiori spese e le minori entrate dovute al terremoto.
«Avremo di nuovo necessità dell’emendamento di cui abbiamo usufruito anche gli altri anni», afferma la Di Stefano. «La nostra richiesta ammonta a 20 milioni di euro, che è quello che c’è stato riconosciuto dal governo precedente. Vedremo con il nuovo governo cosa accadrà». QUANTO PAGANO GLI AQUILANI. Quanto dovranno versare di Imu, Tari e Tasi le famiglie, le imprese e le attività commerciali aquilane?
Parecchio, visto che il livello delle aliquote, all’Aquila, è tra i più alti d’Italia. Considerando che la somma delle aliquote di Tasi e Imu, per ciascuna tipologia d’immobile, non può essere superiore al 10.6 per mille, per quest’anno l’imposta sulla casa sarà all’8.1 e quella sui servizi indivisibili al 2.5.
Rispetto allo scorso anno è cambiato poco: la nuova giunta ha rimodulato solamente la Tari del 9.33% ma solo per le attività produttive e abbassato la Tasi dal 2.5% al 2% per i fabbricati rientranti in alcune categorie catastali: opifici, alberghi, pensioni.
Il taglio della Tasi, afferma la Di Stefano, verrà coperto con il recupero dell’evasione, che prima del terremoto era altissima e che è molto diminuita grazie alla riforma del catasto fatta dallo Stato nel 2015. Continua a esserci un certo tasso di morosità riguardante quasi esclusivamente attività produttive e commerciali ma i contenziosi più importanti non superano i 50/60 mila euro.
«Stiamo studiando», afferma l’assessore Di Stefano, «soluzioni per ridurre l’Imu e la Tasi per le utenze domestiche a partire dal prossimo bilancio di previsione triennale. Per l’Imu stiamo pensando anche ad agevolazioni per i negozi del centro storico. Per quanto riguarda la Tari, invece, una riduzione passerà da una migliore gestione del servizio di raccolta rifiuti in capo all’Asm».
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