Uil: «Carcere con troppi detenuti»
Il sindacato denuncia sovraffollamento e mancanza di personale
L’AQUILA . «Cento detenuti in esubero, su 170 in regime di 41bis, a fronte di una carenza di organico di 30 agenti di polizia penitenziaria nel quadro permanente e di 40 per l’aliquota riservata ai componenti del Gruppo operativo mobile (Gom)».
È la denuncia lanciata dai dirigenti della Uil, Ruggero Di Giovanni, Mauro Nardella e Moreno Pignatelli, a margine di un’ispezione sindacale nel carcere delle Costarelle dell’Aquila. «Una situazione preoccupante», affermano i tre sindacalisti, «in una delle realtà carcerarie più importanti d’Europa. A rischio ci sono i diritti del personale e la sicurezza garantita dal sacrificio degli stessi agenti. Basti pensare che quest’anno si rischia di non riuscire ad assegnare le ferie estive. Il carcere dell’Aquila ha da sempre rappresentato il fiore all’occhiello del sistema penitenziario regionale», sottolineano Di Giovanni, Nardella e Pignatelli, «ma con la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari la situazione è andata ad aggravarsi con l’istituto ulteriormente gravato di incombenze e di tutto aveva bisogno fuorché di essere ulteriormente e pesantemente zavorrato. I continui piantonamenti di soggetti psichiatrici provenienti dalla Rems di Barete e ricoverati nell’ospedale cittadino», spiegano i sindacalisti, «hanno praticamente oberato gli uomini di stanza al carcere delle Costarelle di un ulteriore e pesante carico di lavoro. Una situazione per cui il personale è costretto a contribuire con un’aliquota pari al 50 per cento della forza necessaria a seguito dei ricoveri al San Salvatore anche dei detenuti provenienti da altri istituti di pena. Bisogna correre ai ripari», avvertono i dirigenti della Uil, «per evitare il collasso, a iniziare dalla rivisitazione dell’organizzazione del lavoro nel carcere che tamponi l’emorragia in atto e riesca a garantire il minimo dei diritti soggettivi del personale. Poi si dovrà intervenire sugli organici». La visita è avvenuta in un clima di cordoglio per la scomparsa di Mauro Di Bernardo, assistente capo di polizia penitenziaria di 52 anni morto lunedì mentre da Teramo, dove risiedeva, andava a prendere servizio proprio nel carcere aquilano. Il poliziotto avrebbe accusato un malore alla guida della sua auto, sbandando dopo essersi scontrato con un furgone lungo l’autostrada A24. (f.d.m.)
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