Ultrà dell’Avezzano condannati: lavoreranno alla mensa dei poveri

La decisione del giudice: i due marsicani dovranno servire i pasti alla Caritas diocesana per 5 mesi Erano finiti sotto inchiesta tre anni fa, tafferugli allo stadio dei Marsi prima e dopo la gara col Cesena
AVEZZANO. Due ultrà dell’Avezzano calcio sono stati “condannati” a servire i pasti alla mensa della Caritas diocesana. I tifosi in questione erano finiti sotto processo nell’ambito degli scontri avvenuti durante la partita Avezzano-Cesena, valevole per il campionato di serie D, disputata allo stadio dei Marsi il 16 settembre del 2019. Ieri il giudice del tribunale di Avezzano ha accolto la richiesta dei loro difensori disponendo cinque mesi di lavori sociali. Per quattro ore alle settimana i due ultrà presteranno servizio alla mesa dei poveri e ogni 15 giorni sosterranno un colloquio con l’assistente sociale dell’Ufficio esecuzione penale. In caso di messa in prova fallimentare i due dovranno affrontare il processo. ordinario. In tutto erano stati 14 i tifosi dell’Avezzano calcio finiti sotto inchiesta. Per due si era proceduto al giudizio per direttissima e avevano patteggiato 1 anno e due mesi (pena sospesa). Per gli altri sono state disposte le indagini preliminari e nel corso dell’udienza preliminare la maggior parte ha richiesto la messa alla prova: due sono stati ammessi, per altri 6 il giudice si è riservato di decidere il prossimo 31 marzo. Si tratta di coloro accusati di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Infine 3 sono stati rinviati a giudizio. Sono quelli accusati di reati minori come l’invasione di campo. I tafferugli, secondo la tesi accusatoria, avevano provocato lesioni personali a quattro poliziotti e danneggiamenti a diversi mezzi di servizio. Le attività d’indagine erano state portate avanti dal commissariato di polizia di Avezzano, in collaborazione con la Digos della questura di Forli-Cesena. Fondamentale l’esame delle riprese videofotografiche della polizia scientifica. I reati contestati a vario titolo andavano dall’invasione di campo aggravata al lancio di sassi e altri oggetti, fino a resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Tra le parti offese figurano anche alcuni agenti di polizia intervenuti all’uscita dello stadio nel tentativo di fermare i tafferugli e i disordini. Il questore dell’Aquila, dopo gli scontri, aveva emesso a carico di tutti i denunciati, marsicani e romagnoli, 28 provvedimenti di divieto di accesso nei luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive (Daspo).
©RIPRODUZIONE RISERVATA

