Un addio colorato di rosso per ricordare Centofanti

Domani cerimonia al Parco della Memoria. La nipote: «Canteremo Bella ciao»
L’AQUILA. «Il prossimo anno. Il prossimo anno, il 6 aprile saremo tutti lì». Erano state le ultime parole di una lunga intervista sulla mancata inaugurazione del Parco della Memoria, a piazzale Paoli, pochi giorni prima della triste ricorrenza. Oramai era quasi tutto pronto. «Ci sono voluti 12 anni, ma ce l’abbiamo fatta», ripeteva Antonietta Centofanti, 71 anni compiuti da poco, un po’ la “madre” di quel Parco che aspettava di essere inaugurato «in tempi migliori, quando il Covid allenterà la presa e potremo partecipare in molti alla celebrazione». A pochi passi dalla Casa dello studente di via XX settembre, dove nel 2009 aveva perso la vita il nipote, Davide Centofanti, questo luogo, per cui si era battuta con tutte le sue forze e che finalmente aveva visto realizzato, sembrava riempirle gli occhi e il cuore: «Lo inaugureremo presto: magari in tarda primavera o in estate».
BELLA CIAO. Non sarà nei prossimi mesi quella inaugurazione. Ma domani, alle 11. Quando, in ricordo della donna simbolo della memoria del terremoto che nel 2009 devastò la città, in tanti, nonostante la pandemia, riempiranno il luogo della Memoria, sulle note di “Bella ciao”. Verrà salutata così Antonietta, nel suo Parco, che come amava sottolineare «non è un cimitero, ma il luogo del ricordo».
Un addio, piombato sulla città inaspettato, con il garbo che contraddistingueva una donna sempre a modo. In aprile: nel mese della sua nascita, dei suoi fiori preferiti, i lillà, ma anche del dolore irrisolto e della lotta incessante.
«La sua vita è stata appassionata», afferma l’amata nipote, sempre presente in ogni suo discorso, Liliana Centofanti, o meglio Lilli, organizzatrice della cerimonia di domani: «È per questo che vi invitiamo a indossare qualcosa di rosso e portare qualcosa da stuzzicare. Non sarà una cerimonia canonica, ma un momento per stare insieme e ricordarla come lei avrebbe voluto. È morta una persona immensa. Se n’è andata nel modo in cui era giusto andare via. Senza disturbare. Antonietta Centofanti è volata via. Come Marinella. Che visse solo un giorno, come le rose».
«MI SENTO SOLO». Una perdita che ha sconvolto l’intera città, ma che lascia un segno indelebile in chi ha combattuto quotidianamente con lei, come Vincenzo Vittorini, anche lui del Comitato dei familiari delle vittime per aver perso la terribile notte di 12 anni fa moglie e figlia nel crollo della sua abitazione, in via Luigi Sturzo. «Un dolore immenso, amica mia, sorella mia. Le nostre battaglie per la verità e la giustizia, il valore della memoria, il luogo della Memoria, la condivisione, l’assoluto rispetto per l’altro, la prevenzione, la messa in sicurezza del territorio» scrive, «abbiamo girato insieme l’Italia per far capire che agire prima si può e si deve. Hai unito tutte le nostre associazioni in tutta Italia con la forza del tuo cuore, la tenacia della tua testa e la serenità del tuo sorriso. Ora mi sento solo senza la tua guida, ma porterò avanti le nostre battaglie di civiltà sempre e per sempre».
UN VUOTO PER L’ABRUZZO. Anche il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, ha voluto esprimere cordoglio per la scomparsa di Antonietta Centofanti: «Crea un vuoto in Abruzzo e nella città dell’Aquila in particolare. Il suo amore per il territorio è stato il fil rouge che ha contraddistinto la sua vita sia nel lavoro sia nel tempo libero. Negli ultimi anni facendosi portavoce delle vittime del sisma ha saputo tenere unita un’intera comunità provata dal dramma del terremoto».
ACUME E UMANITÀ. «Una giornalista di lungo corso che ha interpretato la professione con grande acume critico unito a una straordinaria umanità». Stefano Pallotta, presidente dell’Ordine dei giornalisti d’Abruzzo, ricorda così Antonietta Centofanti: «La sua obiettività era strettamente legata alla competenza culturale di cui non faceva sfoggio, ma non di meno la rendeva una giornalista imprescindibile per la promozione di importanti eventi culturali. È una perdita pesante per il mondo della comunicazione aquilana e abruzzese».
IN PUNTA DI PIEDI. «Te ne sei andata in un pomeriggio di primavera, a casa tua, circondata dai tuoi gatti, i tuoi libri, la tua musica. In silenzio, quasi per non disturbare», ricorda Stefania Pezzopane, parlamentare Pd, tra le prime ad accorrere nella casa di via dei Farnese, appena saputo della sua scomparsa. «Ti conosco da sempre, Antonietta, ma quel 6 aprile ha segnato tutto irreparabilmente. Il sorriso cambiò da allora, cambiò lo sguardo, sempre più orgoglioso e battagliero, ma triste infinitamente triste. Perdo una grande e cara amica, una sorella di tante battaglia. E L’Aquila perde un simbolo di donna coraggiosa, tenace, capace di amore vero e puro. Mi inchino alla tua bellezza, alla tua forza, alla tua rude dolcezza».
COSÌ A ONNA. «Grazie Antonietta per quello che hai fatto per noi in questi anni tanto dolorosi e difficili». La morte di Antonietta Centofanti ha colpito molto anche gli abitanti di Onna che hanno voluto esprimere il loro cordoglio con un messaggio alla famiglia attraverso le associazioni del paese: Onna Onlus, Pro loco e Centro anziani.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

