«Un altro duro colpo agli operatori»

Mucciante (ex sindaco di Castel del Monte) fa appello alle istituzioni per i sostegni
L’AQUILA. «L’albergo-rifugio Fonte Vetica è una delle strutture turistiche di punta della zona. Quanto accaduto ci colpisce profondamente e ci addolora. La famiglia De Carolis ha investito molto in un progetto di sviluppo compatibile con il territorio, ha realizzato un sogno con grande sacrificio e impegno. Il mio appello è alle istituzioni tutte perché si faccia rete e ci si coordini rapidamente per dare a Tonino e a Fausto la possibilità di far rivivere al più presto la struttura».
L’ex sindaco di Castel del Monte, Luciano Mucciante, amico della famiglia De Carolis, all’indomani del devastante incendio che ha distrutto l’albergo, sottolinea «la grande valenza ricettiva del rifugio. Un riferimento assoluto per i turisti che arrivano sul Gran Sasso e per i tanti amanti della montagna abruzzese. Nel 2017 la stessa sorte è toccata al rifugio San Francesco, a Vado di Sole, sulla piana di Fonte Vetica, nel comune di Castel del Monte. Un incendio lo ha completamente distrutto rendendolo impraticabile», ricorda Mucciante. «In poco tempo la zona ha perso gli unici punti di riferimento per i turisti che volevano soggiornare o pranzare al coperto». Un colpo durissimo per il turismo montano del Gran Sasso, che si somma al periodo di limitazioni legato alla fase pandemica. «È intenzione della proprietà rimettere in piedi al più presto la struttura», dice Mucciante, «un fiore all’occhiello per il territorio e il comune di Castel del Monte. E di questo siamo felici. Si tratta di operatori turistici che hanno sempre lavorato con grande impegno e lungimiranza nell’ottica di uno sviluppo ecocompatibile del Gran Sasso. Ai visitatori fornivano un’accoglienza genuina e qualificata. Faccio appello alle istituzioni locali, e in questo l’amministrazione comunale di Castel del Monte si è già resa disponibile, perché si faccia chiarezza rapidamente sulla vicenda e possano essere espletate velocemente tutte le procedure autorizzative per la ricostruzione».
Il rifugio aveva riaperto i battenti a maggio scorso, dopo un intervento di ristrutturazione importante. «Da ottobre a maggio l’albergo restava chiuso a causa del vincolo regionale e in assenza di un piano valanghe», spiega ancora Mucciante. «La struttura era funzionante soltanto nel periodo estivo, ma per il turismo si tratta dell’ennesimo colpo, in un periodo critico per gli operatori locali». (m.p.)
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