Un anno e mezzo di attesa per una visita senologica

La protesta di una paziente: ho bisogno di controlli, non posso aspettare tanto Il manager Asl: si possono utilizzare anche altre strutture, priorità alle urgenze
L’AQUILA. Un anno e mezzo di attesa per una visita senologica. Accade al San Salvatore, dove una paziente operata qualche anno fa e con la necessità di sottoporsi a controlli periodici, ha ottenuto un appuntamento tramite il Centro di prenotazione della Asl per il 27 marzo 2017.
Diciotto mesi di attesa, senza possibilità di anticipare i tempi «tranne, nel caso in cui sia lo stesso medico curante e identificare la visita come urgente». Un meccanismo che ha provocato l’immediata reazione della paziente, Maria Giovanna Tinari.
Quello delle liste di attesa è uno dei problemi maggiori che investe l’ospedale aquilano dove per visite ed esami diagnostici bisogna attendere anche mesi. L’affluenza al Centro di senologia, punto di riferimento di eccellenza nella prevenzione e nella cura di patologia mammarie, è notevolissima. Migliaia i pazienti che si rivolgono al reparto per un consulto, molti provenienti da fuori regione.
Un’affluenza che non giustifica i ritardi negli appuntamenti, «soprattutto se si tratta di controlli periodici, che fanno riferimento a precedenti interventi chirurgici o a patologie da tenere sotto controllo», dichiara Tinari, che tiene a sottolineare «l’estrema cortesia dell’operatrice del Cup che ha preso la prenotazione e che ha tentato, in tutti i modi, di risolvere il problema».
«L’appuntamento potrà essere anticipato solo nel caso in cui si libererà un posto con la disdetta di una prenotazione», prosegue Tinari, che sollecita la Asl ad affrontare il problema.
«Quello delle liste di attesa è uno dei limiti di un ospedale che ha delle notevoli eccellenze, ma non riesce a gestire l’affluenza di pazienti dall’esterno. Non è possibile», incalza, «che una visita di controllo senologica venga fissata dopo un anno e mezzo. Per effettuare la mammografia ho dovuto affrontare le stesse difficoltà e, per evitare di aspettare un anno, secondo il calendario stabilito dalla Asl, mi sono rivolta ad una struttura privata a pagamento, nonostante l’esenzione che mi avrebbe consentito di svolgere l’esame diagnostico gratuitamente in qualunque struttura privata».
Sulle liste di attesa, sempre più lunghe, la Asl è intervenuta in diverse occasioni sottolineando che «con il sistema integrato messo in campo a livello provinciale», sostiene Giancarlo Silveri, direttore Asl dell’Aquila, «ci si può rivolgere per visite specialistiche ed esami diagnostici in tutte le strutture dell’azienda sanitaria, proprio per evitare inutili attese. Esiste, inoltre, la possibilità di farsi inserire, dal medico curante, il codice riservato alle urgenze, che da diritto alla priorità dell’esame».
Monica Pelliccione
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