Un anno senza Alida, volontaria post-sisma

L’AQUILA. «Una redazione nella tendopoli? Benissimo».Alida Passeri, pescarese partita da Firenze nella notte tra il 5 e il 6 aprile 2009 per soccorrere gli aquilani sconvolti dal terremoto, non se...
L’AQUILA. «Una redazione nella tendopoli? Benissimo».
Alida Passeri, pescarese partita da Firenze nella notte tra il 5 e il 6 aprile 2009 per soccorrere gli aquilani sconvolti dal terremoto, non se lo fece ripetere due volte quando accolse a braccia aperte il camper del Centro nella tendopoli dell’ex Italtel 2, a Pile, la redazione mobile allestita subito dopo la devastante scossa per restare in prima linea, tra la gente. Con la popolazione fu amore a prima vista. Nacquero amicizie. Da un anno Alida – 62 anni, 40 dei quali trascorsi con la Misericordia di Firenze, con incarichi nazionali nella segreteria dell’area emergenze, ma sempre con la valigia pronta per affrontare nuove emergenze, dall’Albania all’Abruzzo all’Emilia Romagna – è volata via per l’ultimo viaggio.
La notizia della sua scomparsa, avvenuta il 15 febbraio dell’anno scorso dopo una malattia, ha suscitato grande commozione in città e in modo particolare a Pile, dove la volontaria si era fatta apprezzare per le sue doti di umanità ed estrema disponibilità nei confronti del prossimo. Nel periodo della tendopoli prese a cuore le situazioni personali di molti, prima tra tutti quella della nonnina del campo, la storica tabaccaia Fernanda (scomparsa nel 2020) alla quale i volontari toscani, una volta tornati a casa, a emergenza finita, nel corso degli anni, non hanno fatto mai mancare una parola di conforto, una telefonata, una visita. I giorni della tendopoli non furono tutti rose e fiori. Una sera, per mettere pace dopo un’accesa discussione, Alida si ritrovò con gli occhiali rotti. Lei che non c’entrava niente e si era messa in mezzo per calmare gli animi. Ma non perse il sorriso, né la voglia di spendersi per gli altri. Non ha mai fatto pesare a nessuno i momenti difficili. La situazione del post-terremoto, tra memoria e ricostruzione, è rimasta nel cuore di Alida, che più volte – l’ultima nel 2019 – aveva partecipato alla fiaccolata coi familiari delle vittime. Quando scendeva in Abruzzo non mancava mai di salutare gli ex sfollati, ormai tornati a casa. Lascia due figli, Camilla e Francesco, che ne custodiscono la memoria. E tanti amici.
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